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Riceviamo dal Politecnico Polo di Cremona e pubblichiamo:

Ciao Gaia Rossella Cadoni,

complimenti per questo traguardo raggiunto!

1.    Hai scelto di iscriverti ad Ingegneria Informatica, le tue aspettative sono state soddisfatte?

Ho scelto Ingegneria Informatica perché cercavo un percorso che coniugasse il rigore scientifico con l’applicazione pratica, e l’ho trovato. Vedere un’astrazione matematica trasformarsi in un software funzionante o in un sistema intelligente è estremamente gratificante, soprattutto quando si comprende l’impatto concreto che queste tecnologie hanno sulla vita quotidiana. Se dicessi che è stato facile, mentirei: è un percorso impegnativo, ma la mia soddisfazione nasce proprio dalla difficoltà affrontata. Le mie aspettative sono state pienamente soddisfatte perché desideravo una facoltà che mi mettesse alla prova e mi fornisse strumenti solidi per affrontare un mercato del lavoro in continua evoluzione. Oggi esco da questo percorso con maggiore consapevolezza delle mie capacità e dei miei mezzi.

2.    Quali ambiti dell’informatica ti hanno appassionata di più (software, cybersecurity, intelligenza artificiale, reti, sistemi…)?

Gli ambiti che mi hanno affascinata di più sono lo sviluppo software e le reti logiche, poiché rappresentano l'equilibrio tra la creatività della programmazione e il rigore della struttura logica dei sistemi. La possibilità di realizzare due progetti pratici in questi settori è stata fondamentale per la mia formazione: mi ha permesso di approfondire la teoria attraverso l'applicazione concreta e di apprezzare maggiormente la complessità della progettazione. Vedere un sistema funzionare esattamente secondo i requisiti previsti è stata una delle soddisfazioni più significative del mio percorso di studi.

3.    Quanto ritieni sia importante oggi, per un ingegnere informatico, affiancare alle competenze tecniche anche capacità trasversali come il lavoro in team e la comunicazione?

Ritengo che le competenze trasversali siano ormai essenziali quanto quelle tecniche. Proprio attraverso i progetti di gruppo svolti durante il percorso di studi, ho compreso quanto sia fondamentale saper comunicare efficacemente con i colleghi. La condivisione di punti di vista e lo scambio costante di conoscenze sono stati elementi determinanti per il successo dei lavori realizzati. È esattamente questa la dinamica collaborativa che mi aspetto di trovare nel mondo del lavoro, dove il risultato finale dipende sempre dalla capacità del team di operare in sinergia.

4.    Essere una ragazza in un percorso STEM è stato per te un elemento neutro o hai mai percepito particolari responsabilità o stimoli in più?

Ho vissuto il mio percorso di studi in modo sostanzialmente neutro. Nonostante l'evidente differenza numerica nell'affluenza tra studenti e studentesse, non ho mai percepito disparità di trattamento o responsabilità aggiuntive rispetto ai miei colleghi maschi. L'esperienza universitaria si è basata esclusivamente sull'impegno e sulle competenze individuali, a dimostrazione del fatto che la passione per l'ingegneria e la tecnologia non conosce distinzioni di genere.

5.    Come hai vissuto il rapporto con docenti e compagni in un Campus a misura di studente come quello di Cremona?

L'esperienza nel Campus di Cremona si è rivelata molto positiva, specialmente per l'efficacia del rapporto con i docenti. Il numero contenuto di studenti permette un dialogo diretto e una costante disponibilità per chiarimenti, anche via email, che è un vantaggio notevole per l'apprendimento. Per quanto riguarda i compagni, la dimensione relativamente ridotta della sede crea un ambiente in cui è facile conoscersi reciprocamente e coordinarsi, favorendo una collaborazione funzionale e uno scambio di informazioni utile per affrontare insieme il percorso accademico.

6.    Proseguirai con la Laurea Magistrale? E se guardi più avanti, in quale settore tecnologico ti piacerebbe costruire il tuo futuro?

Ho da poco intrapreso il percorso della Laurea Magistrale in Computer Science presso il Politecnico. Il mio obiettivo è approfondire l'ambito della sicurezza informatica inserendo nel piano di studi corsi specifici su questo tema. È un settore che trovo di grande interesse e che vorrei esplorare con attenzione durante questo biennio di specializzazione.

7.    Pensando a questi tre anni di studio, quali sono i ricordi o i momenti che porterai sempre con te?

Tra i momenti più significativi di questi tre anni, ricorderò con particolare piacere la realizzazione di un progetto che consisteva nello sviluppo di un semplice gioco. È stato estremamente gratificante vedere l'intero lavoro di progettazione tradursi in un sistema pienamente funzionante, sapendo di averlo costruito interamente da zero. Un altro aspetto che porterò con me riguarda l'esperienza quotidiana nel Campus. Le giornate trascorse nelle aule studio non rappresentavano solo un momento di impegno accademico, ma anche un'importante occasione di confronto con i colleghi. Ho apprezzato molto la possibilità di alternare lo studio a pause negli spazi verdi dell'università, momenti che sono stati fondamentali per mantenere il giusto equilibrio e la concentrazione durante il percorso.

Grazie e ancora congratulazioni! In bocca al lupo per la tua carriera futura!