Le Botteghe del centro di Cremona hanno pubblicato un post per protestare contro la chiusura imposta alle attività in questa ennesima zona rossa. La base della protesta è l'osservazione delle vie del centro affollate, come in un giorno normale prepandemia. A questo punto, le attività si domandano perché dovrebbero restare chiuse se la folla c'è comunque, con danno evidente per le attività e senza beneficio per la comunità.
Le Botteghe del centro hanno preso posizione ma questo ragionamento è già stato sollevato da più parti nelle scorse settimane. In effetti, è difficile non interrogarsi sul senso dell'attuale politica portata avanti dalle autorità: se lo scopo delle restrizioni è evitare gli assembramenti....beh bisogna evitarli e per farlo bisogna effettuare i controlli (qualcosa si fa, ma evidentemente non abbastanza)...se invece sono consentiti (e nei fatti lo sono, basta circolare per la città per notare che si verificano con frequenza), allora tanto vale aprire le attività.
A prescindere, dopo un anno di pandemia c'è molta stanchezza in tutti ed è difficile appellarsi sempre e solo al senso di responsabilità delle persone.
Secondo noi è poco utile "dare la caccia al colpevole", più che trovare capri espiatori cui dare la colpa bisogna trovare un equilibrio fra tutela dalla crisi sanitaria e tutela dalla crisi economica e poi farlo rispettare.
E' poco utile giudicare sul piano morale le persone che hanno voglia di libertà: sono stanche, un anno è lungo, difficile che si autolimitino da sole ancora a lungo (soprattutto se non si vede "la fine del tunnel")
E' poco utile prendersela con le attività, strangolate da una crisi di cui non hanno nessuna colpa, è normale che vogliano aprire a tutti i costi...(e bisogna aggiungere che i sostegni messi a disposizione dallo stato sono largamente insufficienti a compensare le gravi perdite)
Detto questo la crisi sanitaria c'è eccome e giustamente le autorità sanitarie chiedono una mano, sono sotto pressione da un anno e anche il personale medico è stanco. Il pericolo c'è, non è svanito, purtroppo, i lutti si stanno accumulando e la situazione potrebbe anche peggiorare. Le restrizioni sono ancora necessarie, purtroppo (ma questo anche perché il sistema non è stato capace di costruire risposte alternative come hanno fatto altri paesi, vi invitiamo a leggere Contenere la pandemia con successo: l'esempio della Corea del Sud (e confronto con i nostri errori).
Allora che fare?
Servono messaggi chiari e coerenti da parte delle autorità: non si può viaggiare? Allora non deve essere consentito farlo neppure all'estero, se invece si può allora che sia consentito ovunque (se i messaggi non sono chiari, la percezione del pericolo svanisce)....non si può affollarsi in centro? che sia vietato farlo anche solo per passeggiare, se invece si può allora tanto vale aprire le attività....soprattutto fatta una regola bisogna farla rispettare e non solo lanciare appelli (controlli? molto duri a marzo dell'anno scorso ma da allora duri a parole e blandi nei fatti, più simbolici e dichiarati come deterrente che reali)...E bisogna cercare di limitare nel tempo le restrizioni: meglio periodi più duri di restrizione che lunghi periodi "morbidi" che si trascinano...
Nel frattempo, è sempre più impellente il bisogno di accelerare la campagna di vaccinazione: o acceleriamo, o non usciremo da questo incubo.