Nella zona del centro, in particolare fra le gallerie del Corso e la Galleria 25 aprile, i negozianti si sono organizzati per garantirsi dalla presenza di un gruppo di giovani che si comportano in modo maleducato e ai limiti della legalità. Hanno paura di subire danni e non si sentono tutelati a sufficienza dalle forze dell'ordine, che pure sono celeri nell'intervenire (non hanno colpe), ma non hanno gli strumenti giuridici per intervenire in modo efficace. Per questo motivo hanno deciso di ingaggiare una guardia privata.
Questa notizia rappresenta una grande sconfitta. Innanzitutto per lo stato: da un lato non ci sono norme repressive adeguate a risolvere il problema (se il fenomeno persiste, ci pare evidente), dall'altro la formazione di "baby gang" testimonia il fallimento dell'azione di sostegno alla gioventù (insomma, fallisce il sistema di prevenzione che dovrebbe tenere i ragazzi lontani dalla "cattiva strada").
E' però anche una sconfitta delle autorità locali. Quella zona della città è oggetto di discussioni ormai da decenni. Il degrado è iniziato moltissimo tempo fa, anni novanta forse, e non c'è mai stato un vero rilancio. Progetti, discussioni, proposte, ma nulla di concreto e si parla di una zona vicinissima al centro storico, anzi in pieno centro storico (a un passo dalle vie Solferino-Mercatello-Piazza del Comune-Piazza Stradivari dove si svolgono gli eventi-biglietto da visita).
E' inutile vantarsi della qualità della vita cittadina se come comunità non riusciamo a risolvere un problema di questo genere: nessuna parte della città può essere lasciata abbandonata al degrado, figuriamoci una zona così vicina al cuore pulsante. Per inciso, il degrado, gli atti di piccola criminalità o semplicemente maleducazione fioriscono dove non c'è cura, pulizia, ordine e soprattutto vita. La galleria del Corso negli anni si è svuotata e le tante vetrine vuote, la sensazione di abbandono favoriscono episodi di questo genere. Dove c'è vita, dove ci sono negozi, attività, associazioni culturali e luoghi di ritrovo, difficilmente fioriscono maleducazione e degrado. Rilanciare quelle gallerie, renderle vive, deve essere uno degli obiettivi dei prossimi anni. Nei fatti però, perché le parole vanno nel vento (e non stiamo dicendo sia facile, ma avere la responsabilità pubblica comporta anche impegni difficili e bisogna esserne all'altezza).
Ps una nota: si dirà "le giovani generazioni"...in realtà problemi di baby gang ci sono da quando ero ragazzino io (e non sono più in verde età, ahimè). Questo non vuole dire giustificare, anzi: proprio perchè si trascina da una vita, sarebbe ora di risolverlo questo problema...)