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La prefettura deve far fronte a una situazione di ordine pubblico che preoccupa la popolazione (gli episodi si ripetono continuamente e suscitano allarme, è fattuale). Dalla prefettura sono filtrate valutazioni sulla possibilità di limitare l'accesso agli alcolici. Certamente il consumo di alcool può contribuire a gesti violenti o vandalici, ma l'idea che filtra è di limitare gli orari di vendita degli alcolici e l'orario di apertura dei locali, limitando la libertà dei cittadini e danneggiando gli esercenti.

Sul punto riceviamo comunicato del sindaco Virgilio:

CREMONA, 23 APRILE 2025 - "Non vogliamo spegnere la città. Parliamo spesso di creare un contesto attrattivo per i giovani, che non siano costretti a fare chilometri per divertirsi. È chiaro che serve corresponsabilità e rispetto delle regole già in vigore, soprattutto nella gestione dei plateatici. Su questo dobbiamo concentrarci, con maggiore rigore verso chi non le rispetta. L'ho ribadito anche al tavolo con le forze dell'ordine: è fondamentale essere in linea con altre città, magari più grandi, che affrontano problemi simili legati alla movida. Ma limitare in modo drastico gli orari di apertura dei locali non è la soluzione: significherebbe penalizzare sia chi fa impresa, sia i giovani. Serve buon senso, serve responsabilità. Serve la presenza attiva sul territorio, come avviene ovunque, da parte della polizia locale e delle forze dell'ordine. Nei prossimi giorni convocheremo le rappresentanze degli esercenti e ci confronteremo direttamente anche con i gestori dei locali, per un dialogo aperto e costruttivo"

Sul punto ci permettiamo una osservazione frutto della nostra riflessione: tagliare gli orari dei locali sarebbe una ammissione di sconfitta e impotenza dello stato. L'ordine pubblico non si difende limitando la libertà di tutti ma punendo chi non rispetta la libertà degli altri. Si dovrebbero punire i locali e le persone che non rispettano le regole, semmai (e servirebbe una legislazione più severa su alcune fattispecie di reato, aspetto questo che non dipende dal prefetto: la certezza della pena è spesso aleatoria).