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Lunedì 30 novembre si terrà il prossimo consiglio comunale, sempre in modalità da remoto. I temi all'ordine del giorno riguardano il bilancio, l'eliminazione dei passaggi a livello, il ritorno dei ragazzi nelle scuole, la violenza su donne e minori. Ecco tutti i temi e le mozioni presentate dai consiglieri:

Ordine di trattazione del Consiglio Comunale del 30 novembre 2020 -  ore 14.30

Interrogazione presentata in data 10 novembre 2020 dal Capogruppo del Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Luca Nolli sui passaggi a livello cremonesi.

Premesso che:

dalle dichiarazioni del Sindaco degli ultimi giorni si evince che il completamento del raddoppio della tratta ferroviaria tra Mantova e Milano comporterà il "superamento" di diversi passaggi a livello nel territorio comunale;

il passaggio a livello di via Picenengo che consentiva l'unione tra via Milano e via Sesto è già stato "superato" con la semplice chiusura dello stesso;

il raddoppio ferroviario porterà indubbi vantaggi ai pendolari cremonesi ma la chiusura dei passaggi a livello comporterebbe notevoli criticità al traffico urbano.

Tutto ciò premesso si interroga il Sindaco, la Giunta e l'Assessore competente

  1. Cosa si intende per "superamento dei passaggi a livello"? (chiusura o realizzazione sottopassi/sovrappassi)
  2. Quali e quanti passaggi a livello saranno semplicemente chiusi?
  3. E' stato analizzato l'impatto che l'eventuale chiusura di tali passaggi a livello comporterebbe al traffico delle aree coinvolte?
  4. E' stato analizzato l'impatto che l'eventuale chiusura del passaggio a livello tra via Cavatigozzi e via Casanova porterebbe al Piano d'emergenza di quel quartiere, considerando che si occluderebbe un'importante via di fuga?

 

 

Integrazione del Regolamento generale per la gestione delle entrate comunali mediante introduzione dell’art. 10-ter “Dilazione di pagamento in regime di emergenza sanitaria Covid-19”.

 

Salvaguardia degli equilibri di Bilancio e assestamento generale del Bilancio 2020-2022. Secondo provvedimento.

 

Approvazione del Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2020-2022 e dell’elenco annuale dei lavori per l’anno 2020 modificato ed integrato – 5° provvedimento di variazione (art. 21 Decreto Legislativo n° 50/2016 – art. 5 Decreto Ministeriale n° 14/2018).

 

Approvazione del Bilancio Consolidato dell’Esercizio 2019.

 

Approvazione del Piano annuale comunale dei servizi in materia di diritto allo studio a favore delle scuole per l’infanzia, delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo e secondo grado per l’anno scolastico 2020/2021 – “Piano degli interventi comunali per il Diritto allo Studio 2020/2021”.

 

Approvazione della bozza di convenzione da stipularsi con l’Unione di Comuni Lombarda Terra di Cascine per la prestazione, da parte del Comune di Cremona, del servizio di elaborazione delle paghe e dei conseguenti adempimenti previdenziali e fiscali per i dipendenti dell’Unione e per gli amministratori del Comune di Castelverde per l’anno 2021.

 

Ordine del giorno presentato in data 19 novembre 2020 da consiglieri comunali vari (primo firmataria Maria Vittoria Ceraso) sulla riapertura delle scuole chiuse a causa della pandemia Covid 19.

 

Premesso che:

nella nostra Costituzione i diritti fondamentali dei cittadini sono declinati con chiarezza e autorevolezza, e tra questi vi sono il diritto alla salute e il diritto allo studio e più in generale all’istruzione, entrambi valori di primaria importanza per un Paese sviluppato come il nostro, attento al benessere dei propri cittadini e alla condivisione dei valori di cultura e conoscenza;

nell'attuale situazione epidemiologica, nel tentativo di contemperare il diritto alla salute con il diritto allo studio, il Governo ha di fatto deciso di far prevalere il primo sul secondo (ritenendolo comunque parzialmente attuato attraverso la didattica a distanza), per la necessità - in ragione del numero complessivo dei contagi, da apprezzare anche tenendo conto della capacità di risposta del sistema sanitario - di contenere il rischio del diffondersi del virus Covid -19;

in realtà il costo, anche immediato, della chiusura delle scuole ha molto a che fare con la salute psicofisica di intere generazioni. E' lo stesso Ministero della Salute a riportare i risultati di uno studio dell'ospedale pediatrico Gaslini di Genova sull'impatto psicologico e comportamentale del lockdown nei bambini e negli adolescenti in Italia: "L'isolamento a casa durante l'emergenza da nuovo coronavirus ha causato l'insorgenza di problematiche comportamentali e sintomi di regressione nel 65% di bambini di età minore di 6 anni e nel 71 % di quelli di età maggiore di 6 anni (fino a 18). Tra i disturbi più frequentemente evidenziati vi sono: l'aumento dell'irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d'ansia”;

tra i fattori che incidono sulla salute dei bambini in periodo Covid-19 c'è la perdita dell'effetto protettivo della scuola rispetto a maltrattamenti, abusi, negligenze. Inoltre stando lungo tempo a casa aumentano nei bambini e ragazzi i comportamenti non salutari, come quelli obesogeni e il lungo tempo davanti agli schermi;

la scuola è vitale non solo per l'istruzione dei bambini e degli adolescenti ma per il loro benessere. Il tempo trascorso fuori dalla scuola è dannoso per lo sviluppo cognitivo e accademico dei bambini, in particolare per i bambini svantaggiati. Questo impatto può influenzare sia gli attuali livelli di istruzione sia la futura capacità di apprendimento dei bambini;

da più parti si è messo in evidenza l'effetto di aumento delle disuguaglianze prodotto dalla DAD costo in termini di mancato apprendimento. Dai primi esiti di una ricerca nazionale a cui hanno partecipato 16.084 insegnanti (circa il 2% degli insegnanti italiani) risulta che, secondo la stima dei partecipanti alla ricerca, un quarto degli studenti è stato raggiunto parzialmente (18%) o per nulla (8%) dall'insegnamento a distanza.

 

Considerato che:

a seguito della prima ondata del Covid-19 l'Italia è il Paese che ha mantenuto più a lungo le scuole chiuse. E con la seconda ondata siamo il primo Paese europeo a chiuderne una buona parte. Dopo l'aggravarsi della curva epidemica, infatti, il governo ha stabilito la didattica a distanza per tutte le scuole superiori e per le classi seconde e terze delle medie;

i dati mostrano che sospendere la didattica in presenza nelle scuole ha dei costi certi, ma benefici molto incerti;

rispetto ai benefici non appare chiaro (non ci sono dati certi e dettagliati) quanto la chiusura delle scuole riduca il contagio. La riduzione del contagio dipende dal contesto in cui le scuole vengono riaperte (ad esempio dai protocolli e dal trasporto pubblico locale associato all'attività scolastica), da come e dove trascorrono il loro tempo gli studenti colpiti dai provvedimenti di chiusura e dal tipo di scuola (primaria o secondaria). In alcuni casi, come in quello tedesco, la riapertura sembra addirittura aver ridotto il contagio nella fascia di popolazione più giovane, lasciandolo invariato nella popolazione più adulta. Come anche alcuni autorevoli medici accademici hanno sottolineato (Remuzzi e Villani), in presenza di rigidi protocolli, la propagazione del contagio a scuola è limitata; lo stesso Comitato tecnico scientifico convocato lo scorso 18 ottobre aveva già evidenziato, rispetto al tema della scuola, l’importante criticità rappresentata dal trasporto pubblico locale che non è stato sufficientemente adeguato alle esigenze determinate dalla pandemia, nonostante il pool di esperti avesse evidenziato fin dal mese di aprile la necessità di riorganizzazione, incentivando una diversa mobilità con il coinvolgimento attivo delle istituzioni locali e dei mobility manager. Secondo il CTS riorganizzare i trasporti locali, con il coinvolgimento dei sindaci è ora la priorità cosi come la necessità di avviare ingressi scaglionati per le scuole;

nel territorio della nostra provincia dall'inizio dell'anno scolastico al 7 novembre sono stati 293 i casi positivi totali di cui 284 studenti e nove fra il personale. Le classi isolate sono state 263; gli studenti isolati 1.680 su tutto il territorio. Secondo i dati di ATS il mondo dell'istruzione non è veicolo di contagio;

riguardo ai costi c’è meno incertezza. La chiusura danneggia tutti gli studenti anche quando viene attivata la didattica a distanza. Chiusure prolungate hanno effetti permanenti sul rendimento scolastico, sulle abilità cognitive, sulla propensione all'abbandono scolastico e sullo stato psicofisico dei nostri studenti. Non è innocuo chiudere per uno o due mesi oggi, specialmente in un Paese in cui la scuola era stata già penalizzata dalla chiusura di marzo. Montagne di studi nelle scienze sociali ci dicono che chiudere la scuola oggi rappresenta una ipoteca sul futuro di una intera generazione;

costi certi e benefici incerti caratterizzano anche la chiusura di altre attività, ma la scuola è un settore in cui i danni associati alla sospensione della didattica non si recuperano più. Sono perdite permanenti per gli studenti e quindi per tutto il Paese.

 

Considerato altresì che:

in previsione del rientro a scuola il Governo ha fatto un significativo investimento per l'acquisto di banchi a rotelle con sedie integrate che secondo alcuni esperti non solo non sono adeguati per molte attività scolastiche, essendo troppo esiguo il supporto per scrivere, disegnare e disporre materiali (come denunciato recentemente anche da alcuni genitori della nostra città con una nota inviata al dirigente scolastico e al Provveditore) ma sarebbero anche inadeguati per la salute dello scheletro di alunni e studenti". Così si è espresso in particolare un pool di ortopedici che ha scritto una lettera al governo sottolineando come sia stato un grave errore non consultare gli esperti prima dell'acquisto. Gli stessi affermano che sarebbe stato "un passo epocale acquistare finalmente arredi che privilegino la preservazione negli anni della integrità corporea degli studenti; fra la scelta che è stata fatta e quella che sarebbe stato necessario fare in relazione agli studi scientifici per preservare la salute anatomica degli studenti - sottolineano i firmatari della lettera -non ci sarebbe stata nessuna differenza di costo. Una vera, clamorosa occasione perduta, che farà danni molto gravi per i nostri ragazzi. Anche Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, ha dichiarato in audizione alla Camera che sulla tematica dei banchi a rotelle, il CTS non si è mai espresso perché nessuno ha mai chiesto allo stesso una valutazione sui banchi a rotelle".

 

Tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio Comunale:

 

preso atto del grave disagio che stanno vivendo gli studenti impossibilitati a frequentare in presenza la scuola e delle possibili conseguenze in termini di rischi per la salute ed il benessere degli stessi ed esprimendo sincera solidarietà e vicinanza ad alunni, insegnanti e famiglie per il difficile momento che stanno affrontando.

 

Impegna il Sindaco e la Giunta:

 

a farsi promotore di ogni iniziativa utile ai vari livelli istituzionali (Governo, Ministero dell'Istruzione, Ministero della Sanità, Ministero dei Trasporti, Regione, Garante nazionale e Garante regionale dell'infanzia e dell'adolescenza) finalizzata alla riapertura delle scuole che permetta agli studenti di tornare, almeno per qualche giorno alla settimana, in presenza nel più breve tempo possibile, compatibilmente con l'andamento dell'epidemia nella nostra provincia;

alla revisione e all'adeguamento del trasporto pubblico urbano, per quanto di sua competenza, individuando anche soluzioni alternative al fine di garantire l'attuazione dei protocolli di prevenzione della pandemia covid per il tragitto casa scuola degli studenti;

chiedere la sostituzione dei banchi a rotelle soprattutto per le scuole nelle quali gli alunni devono utilizzare materiale scolastico non compatibile con le dimensioni troppo piccole della base di appoggio.

 

Mozione presentata in data 5 febbraio 2020 dal capogruppo del Gruppo consiliare Movimento 5 StelleLuca Nolli sul riconoscimento pubblico al Procuratore Capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, quale cittadino onorario per l’alto servizio svolto a favore dello Stato Italiano, a seguito delle minacce di morte recentemente subite.

 

Premesso che:

il dottor Nicola Gratteri è un magistrato che dal 21 aprile 2016 copre il ruolo di Procuratore capo a Catanzaro. Impegnato in prima linea da più di tre decenni contro la 'ndrangheta, vivendo sotto scorta dall'aprile del 1989.

Considerato che:

nella sua attività da magistrato ha condotto centinaia di operazioni di una certa rilevanza sia locale che nazionale, contro varie cosche 'ndrine, significative sono "l'operazione Stige" che ha portato all'arresto di 169 persone, arresti effettuati in Calabria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, Toscana, Campania e Germania, dimostrando la ramificazione e l'estensione raggiunta dalla 'ndrangheta. E per ultima invece l'operazione denominata Rinascita-Scott, avvenuta tra la notte del 18 e 19 dicembre 2019, una mega-operazione che smantella le cosche di 'ndrangheta del Vibonese ricostruendo legami e affari tra imprenditoria, politica e massoneria deviata, che permette l'arresto di oltre 330 persone.

Considerato che:

le inchieste di Gratteri stanno evidenziando sempre di più diretti legami tra la 'ndrangheta ed elementi deviati di logge massoniche, imprenditoria e di esponenti politici (locali e nazionali), con l'obiettivo di costituire un sistema di potere occulto con la volontà di minare l'istituito ordine democratico dello Stato Italiano.

Visto che:

il Procuratore Gratteri è costantemente nel mirino delle cosche, che già il 21 giugno 2005, il ROS dei Carabinieri hanno scoperto nella piana di Gioia Tauro un arsenale di armi (un chilo di plastico con detonatore, lanciarazzi, kalasnikov, bombe a mano) che sarebbe potuto servire per un attentato ai danni di Gratteri stesso;

che gli organi di stampa, recentemente parlano addirittura di un killer già pronto per assassinarlo, tant'è che il comitato per l'ordine e la sicurezza di Catanzaro ha deciso di alzare il livello di protezione a favore del magistrato.

Vista inoltre l'attività di Nicola Gratteri è certamente di grande interesse per lo Stato Italiano ed è necessario che la stessa prosegua con forza ed efficacia, facendo sentire al Procuratore tutta la solidarietà della società civile che non si vuole rassegnare allo strapotere crescente della criminalità organizzata.

Tutto ciò premesso e considerato si impegna l'Amministrazione Comunale a comunicare al Procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri la vicinanza e la solidarietà del Consiglio Comunale e la volontà di conferirgli la cittadinanza onoraria del nostro Comune.

 

Mozione presentata in data 28 settembre 2020 da consiglieri vari del Gruppo consiliare Partito Democratico (primo firmataria Franca Zucchetti) a favore della Convenzione di Instanbul di contrasto alla violenza contro donne e minori.

 

Premesso che:

alla fine del mese di luglio, si è appresa la notizia che la Polonia, Stato dell'UE dal 2004, ha avviato procedure per uscire dalla Convenzione di Istanbul (la convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica), sottoscritta nel 2015;

l'annuncio del ritiro dal trattato (che conterrebbe elementi di natura ideologica dannosi) è stato dato dal Ministro della Giustizia del Pis, il partito sovranista polacco, a pochi mesi dalla riconferma del Presidente, fautore della linea nazional-populista ed euroscettica dell'attuale Partito di Governo;

questo atto segue quello del Parlamento Ungherese, che nel maggio 2020 ha respinto la ratifica della Convenzione, ad un mese dell'adozione della legge che conferisce pieni poteri al Primo ministro.

Rilevato che:

data la complessità del tema, come anche evidenziato in una nostra precedente mozione approvata nel consiglio Comunale del 24 luglio u. s., già con la risoluzione dell'ONU del dicembre 1993, si sottolinea come il fenomeno della violenza contro le donne rappresenti un grave problema sociale e culturale assai radicato e non adeguatamente contrastato;

il Consiglio d'Europa ha intrapreso una serie di importanti iniziative per promuovere la protezione delle donne contro la violenza e l'11 maggio 2011, il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, riunito ad Istanbul, ha redatto la Convenzione, poi entrata in vigore nel 2014; 

l'Italia, il 28 maggio 2013, ha ratificato con approvazione unanime (1 solo astenuto al Senato) la "Convenzione sulla prevenzione e lotta contro la violenza nel confronti delle donne e la violenza domestica", convertita In legge il 19 giugno 2013.

Messo in evidenza come: la Convenzione sia il primo strumento internazionale, giuridicamente vincolante, volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza (che come, già ricordato anche nella nostra citata mozione del 24 luglio u. s., si può presentare sotto diversi aspetti, fisico, psicologico, sociale ed economico);

e che: nella Convenzione di Istanbul, la violenza contro le donne è definita come "una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini e impedito la loro piena emancipazione";

l'importante art. 3 riconosce la violenza contro le donne come violazione dei diritti umani e come forma di discriminazione nei confronti delle donne, che comprende tutti gli atti di violazione di genere, comprese le minacce, la coercizione e la privazione arbitraria della libertà pubblica e privata;

definisce la violenza domestica in tutte le svariate forme e il concetto di genere che sta ad indicare "ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società ritiene appropriati per donne e uomini";

precisa che la violenza contro le donne basata sul genere designa qualsiasi violenza diretta contro una donna in quanto tale o che colpisce le donne In modo sproporzionato; la Convenzione è uno strumento per: combattere e punire le forme di violenza nel confronti delle donne;

sostenere misure volte alla prevenzione, alla tutela, all'educazione, alla elaborazione di politiche sociali integrate finalizzate non solo alla protezione delle donne, ma anche dei bambini e degli anziani;

mostrare come sia necessario che l'intera società si assuma responsabilmente il problema, promuovendo tutti quei cambiamenti nei complessi comportamenti socio-culturali, atti a superare pregiudizi, costumi e tradizioni basati su concetti e stereotipi discriminanti dei ruoli femminile e maschile.

La Convenzione rileva la necessità di costruire una rete sociale nazionale e internazionale atta a prevenire, combattere e perseguire gli atti di violenza contro le donne, attraverso: la cooperazione internazionale; l'armonizzazione delle leggi internazionali, con standard globali di intervento; nuovi organi ufficiali di controllo e di monitoraggio del fenomeno; raccolta dati e informazioni internazionali; maggiore cura della vittime (compresi i minori, vittime di violenza "assistita" e i figli delle vittime) e dei loro diritti; formazione di nuove figure professionali; sostegno alle associazioni e organismi attivi nella lotta contro la violenza sulle donne e informazione sulle loro attività; educazione relativa alla parità dei sessi nelle scuole e alla gestione dei conflitti; maggiore collaborazione sul tema da parte dei mass media.

La Convenzione, infine, prevede e raccomanda l'elaborazione di misure legislative adeguate ad affrontare il problema e l'introduzione di nuovi reati penali.

 

Si ribadisce che:

ratificando la Convenzione, gli Stati sono giuridicamente vincolati dalle sue disposizioni, una volta entrata in vigore, poiché la Convenzione di Istanbul ha una rilevanza giuridica immediata.

 

Si rende noto che:

la Convenzione, finora, è stata ratificata da 34 stati e solo firmata da 12 paesi e nel novembre 2019, il Parlamento dell'Unione europea ha adottato una risoluzione in cui ha invitato il Consiglio europeo a completare la ratifica da parte dell'Unione Europea ed esortato i sette Stati membri sottoscrittori della Convenzione a ratificarla senza indugio;

si conclude, pertanto, che: "è molto pericoloso", come sostenuto in una lettera inviata, a fine luglio, ai rappresentanti istituzionali delle più alte cariche del Consiglio europeo da parte di Associazioni, sindacati, autorevoli esponenti della politica istituzionale, intellettuali, giornalisti, docenti, scrittori, professionisti, attivisti politici, "anche per tutta l'Unione Europea, che si affermino concetti (ricordiamo che la motivazione della disdetta dalla convenzione di Istanbul è basata sul fatto che essa contiene "concetti Ideologici" non condivisi dall'attuale esecutivo polacco, tra cui quello sul sesso "socio-culturale" in opposizione al sesso "biologico") di ostilità al genere e all'identità di genere che rischiano di portare l'Europa indietro rispetto ai diritti umani fondamentali legati alla sessualità e alla riproduzione e che nascondono il vero obiettivo che è quello di mantenere il controllo sulle donne e sulla loro autodeterminazione”;

ci sentiamo di condividere la preoccupazione degli scriventi, in quanto, come riportato in un altro passo della succitata lettera " ... la motivazione" (di cui prima) è "assai pericolosa ed insidiosa però non stupisce, in quanto già da tempo siamo consapevoli che la Polonia e gli altri Paesi sovranisti stanno portando avanti una politica per cui le donne continuano a subire numerose violazioni dei loro diritti in materia di salute sessuale e riproduttiva e al perdurare di normative, politiche e prassi che limitano e compromettono seriamente la salute sessuale e riproduttiva delle donne, la loro autonomia, dignità e integrità e il loro potere decisionale”.

 

Tutto ciò premesso e considerato e valutato, il Consiglio comunale di Cremona

manifesta preoccupazione per la situazione che si sta verificando in Europa rispetto al tema trattato e conferma la piena adesione alle misure previste nella Convenzione di Istanbul;

invita il Sindaco a condividere le motivazioni della nostra apprensione, facendosene portavoce presso il Governo italiano insieme con l'invito rivolto, nelle sedi e nelle occasioni opportune, al Governo e al Parlamento polacco, di riesaminare la loro scelta, data l'importanza delle azioni di contrasto alla violenza contro donne e minori e al bisogno di politiche comuni al riguardo.

 

Impegna il Sindaco e la Giunta a tenere alta l'attenzione sul problema e a mettere in atto ogni azione volta a sensibilizzare le altre Istituzioni sull'importanza e sulla piena applicazione della Convenzione di Istanbul.