L'opposizione aveva presentato un ordine del giorno (prima firma Malvezzi) per chiedere la possibilità di consentire la conservazione delle ceneri dei defunti nei luoghi di culto. La richiesta ha trovato una risposta sensibile da parte della maggioranza e come potete leggere nel resoconto ufficiale sarà attivato l'iter per permettere questa modalità di conservazione.
Ordine del giorno presentato da consiglieri comunali vari (primo firmatario Carlo Malvezzi) sulla conservazione delle ceneri del defunto nei luoghi di culto cittadini.
Premesso che:
nel Regolamento di Polizia Cimiteriale del Comune di Cremona l 'art. 77 "Cinerari" dispone che le ceneri possono essere tumulate in cinerari oppure in altra sepoltura cimiteriale (un ossario, in un loculo già in concessione o in una tomba di famiglia). Dal 10 febbraio 2005, in seguito all'entrata in vigore del Regolamento regionale è possibile inoltre l'affidamento delle ceneri ai familia1i per la conservazione e la dispersione delle ceneri;
l'attuale legislazione nazionale e regionale in materia di polizia mortuaria proibisce ogni attività, esercitata con finalità lucrative, avente a oggetto, anche non esclusivo, la conservazione di urne cinerarie a qualsiasi titolo e per qualsiasi durata.
Considerato che:
la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, Sezione Terza, con la sentenza 14 novembre 2018 resa nella causa C-342/17 relativa ad un contenzioso davanti al TAR Veneto, ha stabilito che una normativa nazionale che vieta ai cittadini dell'Unione di fornire un servizio di conservazione di urne cinerarie in uno Stato membro istituisce una restrizione alla libertà di stabilimento, ai sensi dell'articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea (TFUE). La restrizione, secondo i giudici, non è giustificata dalle ragioni imperative di interesse generale addotte dal governo italiano e attinenti alla tutela della salute, alla necessità di garantire il rispetto dovuto alla memoria dei defunti e alla tutela dei valori morali e religiosi prevalenti in Italia;
la Corte sottolinea che le ceneri funerarie, diversamente dalle spoglie mortali, sono inerti dal punto di vista biologico, in quanto rese sterili dal calore, sicché la loro conservazione non può rappresentare un vincolo imposto da considerazioni sanitarie. Per quanto attiene alla tutela del rispetto della memoria dei defunti, la Corte ritiene che la normativa nazionale in questione si spinga oltre quanto necessario per conseguire tale obiettivo;
per quel che riguarda i valori morali e religiosi prevalenti in Italia infine (che osterebbero a una finalità lucrativa delle attività di conservazione di resti mortali), la Corte rileva che l'attività di conservazione di ceneri mortuarie in Italia è assoggettata al pagamento di una tariffa stabilita dalla pubblica autorità e che l'apertura di tale genere di attività alle imprese private potrebbe essere assoggettata al medesimo inquadramento tariffario, che, di per sé, l'Italia evidentemente non considera contrario ai valori morali e religiosi.
Considerato altresì che:
alcune amministrazione comunali hanno permesso la conservazione delle ceneri dei defunti nelle chiese. Ad esempio a Vicenza, nella parrocchia di san Gaetano, in centro storico, con il nulla osta del Comune in quanto non contrario alla normativa, è stato realizzato un cinerario. Unica prescrizione, oltre la gratuità, l'attivazione di un sistema di controllo contro le profanazioni, condizione richiesta anche quando le urne vengono conservate a casa. Anche a La Spezia le urne funebri potranno essere conservate in un luogo di culto grazie ad una modifica del regolamento di polizia mortuaria adottata in seguito ad una richiesta di un parroco di una chiesa cittadina.
A Cremona, don Andrea Foglia, parroco di S. Abbondio, in considerazione del fatto che la pratica della cremazione è in crescita, ha da tempo avanzato pubblicamente la proposta di poter collocare le ceneri del defunto in edifici di culto o in spazi annessi agli stessi, qualora le condizioni logistiche lo permettano.
Tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta:
a proporre al Consiglio l'approvazione di un'integrazione del vigente Regolamento di Polizia Mortuaria del Comune di Cremona al fine di prevedere esplicitamente e regolamentare la possibilità di conservazione delle ceneri del defunto in un luogo di culto, ad oggi in ogni caso non espressamente vietata e pertanto già autorizzabile.
L’ordine del giorno era già stato illustrato nella seduta del Consiglio comunale del 14 giugno scorso, pertanto si è passati direttamente al dibattito nel quale sono intervenuti i consiglieri Enrico Manfredini (Fare Nuova la Città - Cremona Attiva), Cinzia Marenzi (Fare Nuova la Città – Cremona Attiva), Carlo Malvezzi (Forza Italia), Roberto Poli (Partito Democratico), Stella Bellini (Partito Democratico), Lapo Pasquetti (Sinistra per Cremona Energia Civile), Franca Zucchetti (Partito Democratico), Maria Vittoria Ceraso (Viva Cremona).
A nome dalla Giunta è intervenuta l’Assessore Simona Pasquali: Premesso che non vi è alcuna contrarietà ad accogliere la richiesta di custodire le ceneri nei luoghi di culto, ringrazio perché l’occasione di questo ordine del giorno ha spinto i competenti uffici comunali ad un approfondimento più specifico che ha consentito anche di verificare alcune differenze con altre regioni. Rispetto agli anni passati le cremazioni sono aumentate fino 60% ed è quindi comprensibile, anche alla luce del doloroso distacco che molti cittadini hanno dovuto vivere rispetto alla pandemia, che si desideri non tumulare le ceneri ma di conservarle in un luogo di culto. La tumulazione fuori dal cimitero comunale può essere autorizzata solo come “tumulazione privilegiata” regolamentata chiaramente dal DPR 285/90 all’art. 105 e quindi il Regolamento comunale non può derogare ad una norma nazionale. Diverso è il discorso dell’affidamento delle ceneri. La conservazione delle ceneri è normata dal Regolamento regionale e da una delibera di Giunta regionale attuativa del Regolamento regionale. Se la norma non vieta espressamente la conservazione delle ceneri in altro luogo rispetto la residenza del familiare, la delibera di Giunta ha un allegato, che è utilizzato da tutti i Comuni lombardi, che inserisce la residenza legale del familiare come luogo di conservazione delle ceneri sotto la propria diligente custodia, garantendone la non profanazione. Chiederemo quindi un’interpretazione autentica della norma a Regione Lombardia in modo da procedere senza particolari problemi. Per tutte le altre richieste di dispersione delle cenere, sono in corso le procedure per la realizzazione di una “giardino delle rimembranze”.
L’ordine del giorno è stato infine approvato all’unanimità.