Cremona Magazine.
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La prima giornata di zona gialla ha visto come prevedibile molti cremonesi a caccia di sensazioni perdute: il piacere di una passeggiata in centro, lo shopping natalizio, una cioccolata calda in un bar in compagnia.

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Le vie del centro erano quindi affollate, con molta gente nei locali, nonostante il freddo e una foschia persistente nelle prime ore della serata. Ovviamente alle 18 i locali pubblici hanno dovuto chiudere i battenti limitando quindi la presenza di cremonesi in centro. 

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IL PRESEPE MODERNO SOTTO LA LOGGIA DEI MILITI

In questo momento noi stiamo fronteggiando due gravi minacce: una crisi economica e una crisi sanitaria, entrambe molto insidiose. Per quanto riguarda la crisi economica sicuramente la domenica in zona gialla ha dato un po' di respiro ad attività ferme da tanto, troppo tempo. L'impressione è che abbiano lavorato piuttosto bene. Per quanto riguarda la crisi sanitaria sicuramente la preoccupazione di una ricaduta c'è. In linea di massima abbiamo visto rispetto per le norme di sicurezza, sia nei locali che per strada. Ovviamente, non mancano le eccezioni. Pensiamo sia inutile criminalizzare la popolazione, in ogni caso: le persone sono stanche dopo mesi difficili, è normale. Crediamo che la chiave siano i controlli per punire ciò che non può essere tollerato (i casi estremi) e soprattutto la persuasione: rispettare le regole (igiene delle mani, rispetto del distanziamento sociale e delle regole di fruizione di locali pubblici, mascherina indossata in presenza di non conviventi) serve a tutelarci dalla malattia ma anche a difendere la nostra libertà e in ultima istanza anche le attività economiche (meno la malattia circolerà nei prossimi mesi, meno restrizioni di libertà subiremo).

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NOTA Invece di mettere foto della folla in centro o dei locali preferiamo pubblicare qualche foto di Cremona addobbata a festa, sia pure una festa in tono minore data la situazione. La città ha sempre il suo fascino, in questo clima padano (un po' scozzese non trovate? Forse per questo c'era addirittura un suonatore di cornamusa in kilt in piazza del Comune!) ancora di più! 

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E' una scelta di bellezza ma anche di educazione alla lettura della comunicazione. Sono 20 anni che ci occupiamo di comunicazione e pensiamo che sia compito di chi scrive, di chi fa l'editore, di chi racconta anche aiutare le persone, in primis quelle con meno strumenti (per esempio perché non abituate alla tecnologia moderna e alle sue modalità di funzionamento), a capire testi ed immagini. Spessissimo si cade nell'errore di voler valutare una situazione intera da una immagine: una foto è solo uno scatto, un momento, una goccia nella pioggia, serve per dare colore e fruibilità ai pezzi scritti. C'è chi da una foto vuole capire una situazione, dire per esempio se le persone rispettano o meno le regole. Questo non si può capire da una foto: solo osservandone a lungo i comportamenti si può capire, non ci sono scorciatoie. La realtà è complessa, non può essere semplificata in una sola foto. Per questo motivo godetevi la bellezza di queste foto e riflettere su questo nostro suggerimento (e badate noi non siamo maestri di nessuno, ogni giorno impariamo qualcosa sulla comunicazione noi stessi, solo abbiamo esperienza ormai ultradecennale ed è un dovere condividerla)