COMUNICATO STAMPA
Interrogazione presentata il 4 marzo 2026 da consiglieri comunali del Gruppo consiliare Fratelli d'Italia (primo firmatario Marco Olzi) in merito alla mancata adesione del Comune di Cremona alla definizione agevolata "Rottamazione quinquies".
Premesso che:
il legislatore ha introdotto lo strumento della rottamazione quinquies, utile anche alle amministrazioni locali per riscuotere, per il tramite di Agenzia delle Entrate-Riscossione, crediti difficilmente recuperabili; la Rottamazione - Quinquies non è un condono tombale, ma una definizione agevolata del carico tributario. Aderendovi, il contribuente può definire i carichi affidati all'agente della riscossione dal 2000 al 2023, pagando il solo capitale e le spese di notifica, risparmiando su interessi e sanzioni.
Considerato che:
la procedura prevede la possibilità per ciascun ente territoriale di aderire tramite apposita deliberazione; risulta che il Comune di Cremona non abbia aderito alla suddetta misura; in un contesto economico ancora complesso per famiglie e attività economiche, strumenti di regolarizzazione agevolata potrebbero costituire un supporto concreto per i contribuenti e al contempo favorire le entrate dell'ente.
Si interroga l'assessore competente per sapere:
quali siano le motivazioni politiche, amministrative e tecniche che hanno portato alla decisione di non aderire alla rottamazione quinquies;
se sia stata effettuata una valutazione preventiva sull'eventuale impatto economico positivo per le casse comunali derivante dall'adesione;
se l'Amministrazione abbia stimato il numero potenziale di contribuenti che avrebbero potuto beneficiare della misura;
se sia intenzione della Giunta riesaminare la posizione assunta, qualora vi fossero margini normativi o temporali per una rivalutazione.
All'interrogazione, illustrata dal consigliere Carloalberto Ghidotti al posto del collega Marco Olzi, assente giustificato, ha risposto la vicesindaca con delega al Bilancio Francesca Romagnoli: Sono consapevole che la risposta non soddisferà i firmatari della interrogazione. La giustizia sociale passa anche dalla giustizia fiscale. La legge è uguale per tutti, non si deroga al rispetto delle regole. E avrei già detto tutto così. Ma aggiungo che la legalità viene prima di ogni cosa. Non si può legittimare una norma che di fatto legalizza la violazione delle normative. Riteniamo che la leva fiscale non possa essere utilizzata in modo episodico e straordinario, attraverso strumenti che rischiano di premiare chi non paga rispetto a chi paga con il pericoloso rischio di alimentare il messaggio sbagliato ovvero che convenga attendere la prossima sanatoria.
Volendo proseguire, l'interrogazione incrocia responsabilità fondamentali dell'amministrazione pubblica: giustizia fiscale e il sostegno a famiglie e imprese in difficoltà, tenuta dei conti pubblici, rispetto verso chi le tasse le paga regolarmente.
Vi restituisco un dato, ovvero che il 90% dei cremonesi paga le tasse garantendo, agendo la legalità in questo modo servizi a cittadini, famiglie e imprese in difficoltà.
La cosiddetta "rottamazione quinquies" non è un condono tombale, ma è comunque uno strumento che interviene su sanzioni e interessi, cioè su quella parte del sistema che serve anche a garantire equità e responsabilità nei comportamenti fiscali. Ed è su questo equilibrio che una amministrazione locale deve fare una scelta consapevole.
La decisione di non aderire oltre che dalle motivazioni politiche appena esposte nasce anche da una valutazione tecnica che è la seguente: la rottamazione riguarda carichi affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione in un arco temporale molto ampio (2000–2023), ma non tutti i crediti comunali rientrano in questa fattispecie; una quota significativa dei residui riguarda posizioni già oggetto di piani di rientro, contenziosi o situazioni in cui la riscossione è comunque in corso; l'abbattimento di sanzioni e interessi comporta una riduzione certa delle entrate potenziali, a fronte di un recupero che non è automaticamente garantito.
In altre parole: non siamo di fronte a un "incasso facile", ma a una scelta che può comportare anche una perdita di gettito strutturale.
Sono state fatte inoltre valutazioni sull'impatto economico. L'analisi sui carichi potenzialmente interessati e sulle probabilità di riscossione è una delle attività che impegna diversi settori del nostro Comune. Le stime indicano che una parte dei crediti è già classificata come di difficile o incerta esigibilità; la riduzione di sanzioni e interessi avrebbe comportato un abbattimento significativo delle somme iscritte a bilancio; il beneficio in termini di cassa non è risultato tale da compensare in modo certo e strutturale questa riduzione. Peraltro il saldo tra minori entrate e maggiori incassi non sarebbe sufficientemente favorevole, soprattutto nel medio periodo.
Anche sul numero di contribuenti potenzialmente interessati sono state fatte valutazioni, ma è importante essere trasparenti perché parliamo di platee eterogenee, in cui convivono situazioni di reale difficoltà e casi di inadempienza reiterata. La misura, per sua natura, non distingue tra queste condizioni.
Ed è proprio per questo che abbiamo scelto un'altra strada. La nostra linea non è quella di ignorare le difficoltà. Al contrario. Da tempo stiamo lavorando su strumenti che riteniamo più equi e mirati:
piani di rateizzazione sostenibili e personalizzati; rafforzamento del rapporto con il contribuente, anche in chiave preventiva; azioni per migliorare la capacità di riscossione ordinaria, evitando l'accumulo di posizioni debitorie nel tempo.
Questa è, a nostro avviso, la strada più giusta: aiutare chi è in difficoltà senza indebolire il principio di equità.
Concludo dicendo che la scelta di non aderire alla rottamazione quinquies non è una scelta di chiusura, ma una scelta di responsabilità. Responsabilità verso i cittadini che ogni giorno contribuiscono correttamente, verso i servizi che dobbiamo garantire e verso il bilancio dell'ente.
Perché una comunità giusta non si costruisce solo aiutando chi è in difficoltà, ma anche garantendo che le regole siano uguali per tutti.
Il consigliere Carloalberto Ghidotti si è detto non soddisfatto della risposta ricevuta.