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Il nuovo provvedimento di chiusura delle scuole, con passaggio alla didattica a distanza, prevede la possibilità di richiedere la didattica in presenza per i figli di lavoratori che svolgono servizi pubblici essenziali. Una norma che ha subito generato polemiche (diversi genitori sono rimasti perplessi rispetto alla scelta, chi non fa parte delle categorie "protette" si sente discriminato) e che ha spinto il sindaco Galimberti a chiedere chiarimenti come leggete qui sotto. In effetti, un chiarimento ci vuole: come si fa a sapere quali lavori fanno parte delle categorie privilegiate e quali no? Lasciarlo ai singoli istituti vuole dire caricarli di grande responsabilità nei confronti della cittadinanza, troppa!