Sono le 23.38 del 4 gennaio, momento in cui stiamo scrivendo queste righe. Questo articolo è brevissimo. Noi capiamo tutto: è una situazione difficile, nuova, imprevista. Non ci sono soluzioni semplici, lo sappiamo. Però... però chi lavora sa che non si può improvvisare, occorre pianificare per non sbagliare, per gestirsi bene. Capiamo tutto, ma alle 23.38 del 4 gennaio non saper ancora con certezza se e come le scuole della nostra città (parliamo di superiori) riapriranno il 7 gennaio (col 50% degli studenti in presenza a turno per poi arrivare al 75%) non è accettabile. Alcune regioni (Veneto per esempio) hanno deciso di rinviare al 31 gennaio, la Lombardia aspetta che il governo decida cosa fare. Lasciamo valutare a voi il comportamento dei singoli organi. A noi interessa che come classe dirigente, nel suo complesso, non ci siamo: si può sbagliare, si possono capire tante cose, ma ci vuole una linea che sia chiara e comprensibile. Così si vive alla giornata... Famiglie e genitori, lavoratori della scuola e insegnanti hanno diritto di sapere con anticipo il loro destino, qualunque esso sia.