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Storia, cultura e devozione nella serata a Cascina Bredalunga con Giovani e Donne della Coldiretti

Una serata nel segno dell'incontro, della storia (della Coldiretti e del nostro territorio), dell'arte e della cultura. E' quanto Coldiretti Cremona – con le imprenditrici agricole e i giovani in prima linea – propone oggi in Cascina Bredalunga, accolta dalla famiglia di Paola Guarneri e Felice Troiano, con i figli Letizia e Matteo, occasione per sottolineare il valore del restauro che ha salvato l'oratorio della Cascina Bredalunga, un piccolo scrigno di bellezza e devozione.

L'appuntamento, al via dalle ore 17, accoglierà la presentazione dei libri: "I Papi e i contadini. Le fede nelle campagne e le radici della Coldiretti" di Nunzio Primavera (Laurana Editore) e "Storia di una chiesetta di campagna" di Felice Troiano, edito da CremonaSera. 

Storia di una chiesetta di Campagna, il libro di Felice Troiano

"Come si fa a spiegare una cosa folle, illogica, insensata? Come si fa a spiegare che una chiesetta di campagna, che stava per crollare, è rinata? E perché? Perché è rinata, visto che è chiusa dentro una enorme cascina, disabitata da più di cinquant'anni e mezza crollata anch'essa? E per "chi" è rinata? Chi la visiterà? Chi ci entrerà per dire una preghiera alla Madonna degli Angeli, come ora ci piace chiamarla; ma è sempre stata e sempre sarà l'oratorio dei SS. Apostoli Pietro e Paolo di Bredalunga?

Non sappiamo chi ci entrerà e a cosa servirà. Sappiamo che una forza misteriosa ci ha spinto a ricostruirla e a renderla bella; il più bella possibile. Sappiamo che dentro questa chiesetta si sono celebrati matrimoni e funerali, si è gioito e si è pianto. E si è consumata – vien da dire sul peso delle ginocchia – l'enorme devozione di generazioni e generazioni di gente umile. Sappiamo che la domenica, per la Messa, una parte dei duecento abitanti della cascina stava dentro, in chiesa, e un'altra buona parte stava fuori, perché non c'era posto. (Si portavano lo sgabello da casa, raccontano).

Sappiamo che verso la statua della Madonna tutti i giorni qualcuno rivolgeva il suo sguardo implorante una grazia. Si pregava per il marito in guerra, per la sorella che doveva partorire, per il figlio malato. Si dicevano i rosari, si ricordavano i defunti. Ecco, forse è stata proprio la spinta di tutta questa devozione ad indurci a ricostruire la chiesa: l'eco delle preghiere, i bisbigli delle suppliche e, naturalmente, i racconti di coloro che hanno vissuto a Bredalunga (e che abbiamo cercato di rintracciare)".

Con questa premessa prende avvio "Storia di una chiesetta di campagna", opera del prof. Felice Troiano, docente di Lettere e Storia dell'Arte e assistente di "Tecnica e didattica del linguaggio cinematografico" presso la Facoltà di Magistero di Parma.

Il libro, edito da CremonaSera, ripercorre il restauro dell'oratorio della Cascina Bredalunga, nel comune di Sesto ed Uniti. E' la testimonianza di una importante, coraggiosa avventura che, insieme ai proprietari della storica Cascina, vede protagonista Giorgio Pastorelli, pittore professionista dal 1986, con all'attivo varie mostre in Italia e all'estero.  Un diario che racconta tutta la vicenda di questa rinascita, dal momento in cui i proprietari trovano la chiesetta in stato di abbandono alla decisione di ridarle vita. Tra le pagine c'è tutto il percorso dei restauri, con tanti accenni di riflessione personale, spunti di storia dell'arte e momenti di narrazione.

C'è anche la storia di una famiglia che – tra aspirazioni, qualche ragionevole timore, sincera devozione e grande passione per le proprie radici – decide di salvare, letteralmente, la chiesetta. Perché i miracoli a volte succedono.

Non resta che recarsi a Bredalunga, per ammirare il restauro, scoprire gli affreschi, con l'Annunciazione collocata in territorio padano ("Qui siamo a tre chilometri dal Po: se ci mettessimo proprio il nostro grande fiume dietro l'Angelo e Maria?"), con le scene dalla vita di Maria, con la nuova statua di Maria realizzata da Pastorelli. E leggere il libro: "Auguro a voi lettori – scrive l'autore – che questo racconto, che è essenzialmente la cronaca di una rinascita, coronata da qualche spunto di carattere biografico o artistico o religioso, sia prima di tutto una piacevole compagnia, eppoi motivo di riflessione circa tanti aspetti del nostro territorio cremonese mai sufficientemente esplorati".

I Papi e i contadini di Nunzio Primavera, la fede nelle campagne e le radici della Coldiretti

Il nuovo saggio I Papi e i contadini dello storico Nunzio Primavera, edito da Laurana, dedicato alla storia della Coldiretti, propone documenti, discorsi e messaggi indirizzati in 80 anni dai Papi alla Coldiretti e offre una preziosa documentazione sulla vivacità e sull'attualità del Magistero della Chiesa per il mondo rurale. Segue a La gente dei campi e il sogno di Bonomi (2018), con prefazione di Carlo Petrini, sugli anni delle prime conquiste economiche e sociali, La terra restituita ai contadini (2020) sulla riforma agraria, con prefazione di Vincenzo Gesmundo, Segretario generale della Coldiretti, e Il cuore giovane della Coldiretti (2022), sulla crescita dei giovani e delle donne nell'imprenditoria agricola.

Primavera analizza le origini della religiosità nel mondo rurale legata ai cicli della natura che si rinnova e alla centralità del grano, che ritroviamo sia negli antichi riti di propiziazione e di ringraziamento per i fruttuosi raccolti, sia nelle feste patronali. L'autore smitizza alcuni stereotipi sul Risorgimento: dall'epopea garibaldina, con le promesse mancate di riforma agraria, all'Unità d'Italia, meta agognata, cui è seguita una profonda crisi economica e sociale per l'incapacità di creare un mercato comune tra gli stati preunitari; fino a uno sviluppo promesso e mai avvenuto il cui conto è stato pagato soprattutto dai contadini.

Primavera evidenzia elementi analizzati finora solo parzialmente da economisti e storici: l'incameramento delle terre della Chiesa da parte dello Stato e la mancata riassegnazione; la nascita del brigantaggio; i moti contadini; l'abolizione di secolari usi civici a disposizione dei più poveri che per sfamarsi coltivavano lembi di terre di nobili e Chiesa; l'abbandono dei campi e della tradizione agricola verso i miraggi della città e della rivoluzione industriale.

Soltanto la Chiesa si pone al fianco dei rurali e affronta la questione agraria con la Rerum Novarum (1891) di Leone XIII.

La Coldiretti nasce il 30 ottobre 1944, fondata da Paolo Bonomi, di famiglia contadina, decorato al valore per il suo impegno nella Resistenza, sostenuto da Papa Pio XII e da Alcide De Gasperi. Dando vita alla Coldiretti, Bonomi offre rappresentanza a 8 milioni di contadini, 13 milioni con i familiari, un terzo degli italiani. La nuova organizzazione ha le radici nelle Idee ricostruttive della DC e nel Codice di Camaldoli, per la difesa delle famiglie coltivatrici e l'agricoltura trova costante riferimento nel Magistero dei Pontefici e nel Cristianesimo sociale.

Bonomi ha avuto frequenti incontri con Pio XII, Giovanni XXIII e Paolo VI che lo stimavano dai tempi della militanza in Azione Cattolica quale dirigente della Gioventù rurale e da partigiano cattolico. Memorabili le udienze in Vaticano alla Coldiretti per la partecipazione calorosa e festosa dei soci.

Il libro di Primavera dedica pagine importanti anche all'incontro della Coldiretti con Giovanni Paolo II (che aveva conosciuto la Coldiretti già da arcivescovo di Cracovia, la stimava per l'appoggio alla Chiesa del silenzio perseguitata nell'Est Europa ed era grato per il sostegno alla nascita e all'organizzazione di Solidarność rurale), Benedetto XVI (che ha mostrato simpatia per l'agricoltura definendosi "umile operatore nella vigna del Signore") e  Papa Francesco,  autore del messaggio di apertura del saggio di Primavera. "Meritevole lavoro di ricerca e riflessione – scrive Papa Francesco – che contribuirà a fare maggiormente conoscere, soprattutto ai giovani, il rapporto della Coldiretti con i Papi e con la Dottrina sociale della Chiesa".