Cremona Magazine.
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Episodio numero uno: Christian Eriksen sviene in campo, colto da malore.

I compagni si mettono a barriera, segno che si vuole rispettare la privacy del giocatore. Quando lo accompagnano fuori dal campo, si dispongono teloni e bandiere per nasconderlo agli occhi dei curiosi. Nonostante questo qualcuno ruba uno scatto e tutti i giornali del mondo lo diffondono.

Giusto?

Episodio numero due: un terribile incidente uccide diverse persone sulla funivia del Mottarone.

I giornali entrano in possesso del video degli ultimi istanti prima dell'incidente e lo pubblicano.

Giusto?

Vedete, sin dai tempi di Alfredo Vermicino si è iniziato a parlare della "televisione pornografica del dolore". I mass-media da allora hanno battuto tantissimo questa strada. Io credo sia profondamente sbagliata. Si può pubblicare una immagine macabra o delicata? Sì, si può, ma solo se è necessaria per la notizia. Spieghiamoci meglio: ci sono alcune casi in cui una immagine completa la notizia, ci dice qualcosa che le parole non possono dire, smentisce una versione falsa dei fatti (ci sono immagini storiche di questo tipo: per esempio immagini di guerra, senza le quali non si scoprirebbero determinati eventi).

Ci sono casi in cui l'immagine non aggiunge nulla e per noi non va pubblicata perché alimenta solo il gusto per il macabro: aggiunge qualcosa l'immagine della funivia? Per noi è no e i giornali dovrebbero autoregolarsi e smetterla di pubblicare cose del genere. Non solo per una questione morale: da tempo i giornali sono in crisi e hanno sempre meno lettori. Uno dei motivi è la qualità in continua discesa. Come si fa a dire alla gente di leggere, se poi non si cura la qualità, la pacatezza, il rispetto nei propri contenuti?