Il sindaco Andrea Virgilio ha pubblicato un post sul suo profilo social che prende di petto la questione della sicurezza e della gestione del territorio. Eccolo:
Quando un sindaco chiede più sicurezza non chiede di sostituirsi allo Stato. Chiede che lo Stato metta le città nelle condizioni di garantire un controllo del territorio adeguato. È questo che chiedono i sindaci da anni. Non propaganda, ma organici, investimenti e presenza. In questi giorni sono state annunciate dal Governo Meloni 3.000 nuove assunzioni nella Polizia di Stato. Ma gli stessi dati del Ministero dell’Interno dicono che tra il 2025 e il 2027 sono previsti circa 12.000 pensionamenti. Tradotto: le nuove assunzioni non compensano nemmeno chi lascerà il servizio. Alla Lombardia, la regione più popolosa d’Italia, vengono destinati appena 189 agenti. Una regione che già oggi registra il più basso rapporto tra forze dell’ordine e popolazione del Paese. Questa è la distanza tra gli slogan e la realtà. Perché poi succede che ai sindaci si chiede di fare ciò che dovrebbe fare lo Stato: impiegare sempre di più la Polizia Locale, finanziare servizi straordinari, mettere risorse comunali per colmare una carenza strutturale degli organici statali. La sicurezza è un diritto e non può essere affrontata a colpi di annunci o conferenze stampa. Su questo tema la destra aveva costruito una parte importante del proprio consenso, promettendo un cambio di passo. Oggi, però, i numeri raccontano altro. E i numeri, a differenza della propaganda, non fanno campagna elettorale
Effettivamente la Lombardia e di conseguenza Cremona sono in coda per l'assegnazione di nuovi agenti e la questione è stata sottolineata anche dal presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, di centrodestra. Citiamo le sue parole rilasciate a Radiolombardia.it: "Non sono io a dover decidere i numeri, però è una questione matematica: se guardiamo in base alla popolazione, gli agenti assegnati alla Lombardia dovrebbero essere più di 500” Il piano del Ministero dell’Interno prevede l’assunzione di 3.000 nuovi agenti a livello nazionale. Alla Lombardia — la regione più popolosa d’Italia con oltre 10 milioni di abitanti — ne sono stati assegnati 180, pari al 6% del totale. Una quota che Fontana aveva già definito “penalizzante” e che oggi torna a contestare pubblicamente, rivendicando il diritto e il dovere di “evidenziare quelle che ritengo delle anomalie” nel suo ruolo di amministratore del territorio. Il governatore ha tuttavia lasciato aperto uno spiraglio al dialogo con il Ministero: “Dobbiamo valutare anche le motivazioni del Ministero dell’Interno, che al momento non conosco. Le valuteremo insieme.” Una critica netta, dunque, ma accompagnata dalla disponibilità a un confronto istituzionale prima di trarre conclusioni definitive"
Le parole di Fontana suonano come una conferma della lamentela di Virgilio, raramente esponenti delle sponde opposte dicono la stessa cosa. In effetti, il governo sembra trascurare le esigenze della Lombardia, va detto chiaramente.
Tornando a Cremona, però, bisogna anche dire che chiedere più presenza di forze dell'ordine sul territorio, che è una richiesta corretta, conferma però che ci sono problemi nella gestione del territorio, in contrasto con la narrativa portata avanti a lungo del "il problema di sicurezza è solo una percezione" (che tutti ricordate). O è solo percezione e non c'è bisogno di molti agenti sul territorio, o il problema esiste. A questo punto anche Virgilio sembra essere d'accordo sul fatto che esista: un problema di sicurezza è reale (certo, non siamo il Messico, chi scrive poi studia la storia e in passato non c'era il paradiso che tanti ricordano, ma un problema c'è e va affrontato senza denegarlo, senza sminuire le preoccupazioni della popolazione).