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Gli eventi nazionali di Bologna e in val di Susa hanno acceso il dibattito politico anche a Cremona. Ecco gli interventi di Virgilio e Portesani:

COMUNICATO STAMPA 

CREMONA, 25 luglio 2026 - "Condivido alcune domande che vorrei porre alla classe dirigente della Lega qui a Cremona, lo faccio dopo questo articolo che conferma lo stile, le priorità e le carenze strutturali di questo soggetto politico", dichiara il sindaco Andrea Virgilio. 

"La prima domanda - aggiunge -  è questa: che cosa ha fatto concretamente la Lega per la sicurezza del Paese e di Cremona in quattro anni di governo nazionale?

Perché la sicurezza non si garantisce con i comunicati locali, ma rafforzando gli organici delle forze dell'ordine, investendo sui presìdi territoriali, sostenendo i Comuni e assicurando risorse adeguate. Se dopo quattro anni la Lega continua a descrivere città fuori controllo, dovrebbe forse spiegare che cosa non ha fatto il Governo di cui fa parte".

"La seconda domanda - prosegue Virgilio - riguarda le passerelle istituzionali. Ogni volta che arriva a Cremona un sottosegretario leghista, gli esponenti locali si dispongono ordinatamente per la fotografia, annunciano attenzione e promettono impegno. Poi, però, le promesse restano promesse. Quali risorse aggiuntive sono arrivate? Quali organici sono stati rafforzati? Quali impegni sono stati realmente mantenuti? Per governare non basta accompagnare un sottosegretario in visita in Prefettura : bisogna anche verificare che, quando se ne va, lasci qualcosa di più di una fotografia.

La terza domanda nasce proprio dal linguaggio utilizzato dalla Lega. Paragonare le periferie delle città italiane alle banlieue parigine non è soltanto un'esagerazione propagandistica: è una curiosa forma di autoflagellazione politica. Se davvero il quadro fosse quello descritto la Lega dovrebbe ammettere che, pur governando il Paese da quattro anni, non è stata capace di affrontarlo. Quando si governa, la denuncia senza una soluzione diventa una confessione di impotenza".

"C'è poi - spiega il sindaco - il ruolo della Regione Lombardia, amministrata dalla Lega da decenni. Che cosa sta facendo la Regione per sostenere le polizie locali? I Comuni chiedono da tempo strumenti, formazione, risorse, personale e un quadro normativo adeguato. La polizia locale non può essere utilizzata come sostituto permanente delle carenze degli organici statali. È un presidio fondamentale, ma ha compiti e funzioni proprie. Anche su questo, meno propaganda e più risposte sarebbero utili.

A Cremona esiste poi una questione molto concreta: la Cittadella della sicurezza prevista nell'area dell'ex Politecnico, in via Sesto. L'ex caserma Manfredini è stata trasformata rapidamente in una sede universitaria. Dall'altra parte, il percorso che dovrebbe  portare alla realizzazione della Cittadella della sicurezza in un immobile ora gestito dal Demanio è ancora fermo.

I parlamentari della Lega conoscono lo stato della pratica? Hanno interpellato il Governo? Hanno sollecitato il Demanio e i ministeri competenti? Oppure preferiscono lasciare quell'area al palo, rinunciando a un presidio che sarebbe strategico non soltanto per il quartiere, ma per l'intero territorio cremonese? Questa sarebbe una battaglia utile per Cremona. Decisamente più utile dell'ennesimo attacco al sindaco.

C'è infine un tema che riguarda la prevenzione e la cosiddetta comunità educante. Tra le firmatarie del documento della Lega compare l'ex assessore Jane Alquati, che durante la propria esperienza amministrativa inserì nel regolamento delle scuole dell'infanzia che sono gratuite, la possibilità di rendere il servizio a pagamento. Una scelta che racconta quale fosse allora la loro idea di attenzione alle famiglie e ai bambini.

Una politica seria della sicurezza comincia proprio dalla scuola, dai servizi educativi, dall'integrazione, dal contrasto alla dispersione, dal sostegno alle famiglie e dalla capacità di accompagnare anche i giovani di seconda generazione. Non si costruisce una comunità educante mettendo un prezzo all'ingresso della scuola dell'infanzia, per poi scoprire anni dopo il valore della prevenzione.

Comprendo il nervosismo della Lega, o almeno dei pochi esponenti che ancora cercano di rappresentarla. È un partito che ha smarrito la propria identità: nato per difendere i territori, è diventato uno dei partiti più centralisti; nato contro il potere romano, oggi vive stabilmente nei suoi palazzi. E quando un partito non riesce più a spiegare che cosa è diventato, prova spesso a parlare più forte degli altri.

Io ho sottoscritto, insieme ad altri sindaci, una lettera di solidarietà istituzionale al sindaco di Bologna, che ha dovuto affrontare una tragedia drammatica nella propria città. Non ho firmato una dichiarazione di impunità, né una sentenza giudiziaria: ho manifestato vicinanza a un collega e a una comunità colpita. La legalità viene definita dalle leggi e accertata dalle autorità competenti, non dalle sezioni locali di un partito.Prima di accusare i sindaci la Lega dovrebbe guardare il bilancio del Governo che sostiene, della Regione che amministra e degli impegni che non ha mantenuto a Cremona".

"La domanda finale - conclude Virgilio - è la più semplice: la Lega vuole continuare a commentare i problemi o intende finalmente contribuire a risolverli? Noi continuiamo a lavorare. Loro, quando avranno terminato con le fotografie e i comunicati, ci facciano sapere".

COMUNICATO STAMPA

SICUREZZA. PORTESANI: VIRGILIO DIFENDE SINDACO BOLOGNA MA NON UNA PAROLA SU GUERRIGLIA CIVILE DELLA SINISTRA IN VAL DI SUSA

"Stiamo attendendo da ore una presa di posizione dura del sindaco di Cremona Andrea Virgilio contro la sinistra e i centri sociali che ieri hanno dato vita a momenti di guerriglia e di guerra civile in Val di Susa. Del resto se è intervenuto sulle vicende di Bologna non vedo perché non debba esprimere il suo parere sui gravissimi fatti che sono accaduti in Val d'Aosta".
Lo afferma oggi Alessandro Portesani, capogruppo dí Novità a Cremona in Consiglio Comunale.
"Credo però che non spenderà mezza parola per quei carabinieri feriti che hanno protetto un'infrastruttura importante per il Paese e per lo sviluppo dei corridoi infrastrutturali dell'Europa. Del resto, aggiunge Portesani, ci siamo già abituati che il primo cittadino è pronto solo a schierarsi, anche se il tema non è propriamente cremonese, solo a favore della sua parte politica anche se aizza le piazze contro lo Stato".
"In Val di Susa, dicono i sindacati di polizia si è cercato il morto ad ogni costo, ma probabilmente a lui interessa solo che il sindaco di Bologna, di quello stesso partito che coccola questi delinquenti, venga salvaguardato dalle opportune verifiche del Ministero dell'Interno rispetto alle dichiarazioni rilasciate. Della vita dei Carabinieri, delle azioni della polizia che, ogni giorno anche qui a Cremona, rischiano per mantenere l'ordine non gli importa assolutamente nulla".
"Per lui contano solo i dogmi dell'integrazione a tutti i costi. Del buonismo a buon mercato. Del lassismo all'ennesima potenza.Virgilio sempre dalla parte sbagliata", conclude Portesani.