Cultura

Stasera Danza Butoh protagonista al museo San Lorenzo (nell'ambito del programma legato alla mostra "Later-La Terra"

L'arte ha sofferto più di altri settori la crisi del covid-19 e ha bisogno di rilanciarsi. In quest'ottica assume un valore di rigenerazione la mostra "Later-La Terra" che il museo archeologico San Lorenzo sta ospitando (è iniziata il 18 settembre e durerà fino al 18 ottobre: Lunedì e martedì chiuso, mercoledì-giovedì-sabato-domenica 11.00/18.00, venerdì 16.00/22.00) col sostegno del progetto "Cultura partecipata 2020" organizzato dal Comune di Cremona e dell'associazione Arte della Ceramica di Firenze. Tre artisti (Francesca Baldrighi, Vanni Donzelli, Nicola Bianchessi) espongono le loro opere (illustrate dai critici Natalia Vecchia e Donatella Migliore), curate da Francesca Baldrighi (una delle artiste). Il sottotitolo della mostra spiega il tema:"L’USO DELL’ARGILLA A CREMONA, DALL’INSEDIAMENTO ROMANO ALL’ARTE CONTEMPORANEA". Si parte quindi da un elemento che connota il nostro territorio e la nostra storia, l'argilla, per arrivare alla contemporaneità. Per descrivere le opere esposte cediamo la parola alla presentazione della curatrice:

Frutto di intensa collaborazione degli artisti Francesca Baldrighi e Vanni Donzelli con l’architetto-fotografo Nicola Bianchessi la mostra si sviluppa all’interno del Museo Archeologico S.Lorenzo. I reperti presenti dialogheranno con le opere contemporanee dei tre, sarà questo un invito per l’osservatore a riflettere ed aprirsi al confronto fra passato e presente. Dischiusa la porta del dialogo, il visitatore avrà modo di comprendere il profondo legame che unisce la lavorazione dell’argilla con lo sviluppo della civiltà nel territorio e come questo, attraverso i secoli, sia ancor oggi intensamente presente in arte e architettura.
Francesca Baldrighi parte dal laterizio crudo per la realizzazione delle proprie opere. È una sfida costante con un materiale che mal si adatta ad essere plasmato e addomesticato in scultura. La terra vista come un immenso “memento mori”, polvere sei e polvere tornerai, in questa polvere, in questa terra sono contenute 
tutte le generazioni che ci hanno preceduto e che oggi con sguardi spenti e sopiti osservano il nostro errare umano. Concretizzare un’arte che sia monito per l’uomo, che lo induca a riflettere sui moderni percorsi intrapresi, come nella Città condivisa ideata a protezione di insetti e natura. Semplice la domanda finale posta al pubblico: verso che futuro stiamo avanzando?

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Vanni Donzelli propone forme forti, delineate, che si sviluppano in geometrici monoliti sorprendendoci inaspettatamente con l’esatto opposto: solidi che si aprono ad archi e curvature instabili. Indaga la materia modellandola e ferendola con crinali più o meno frastagliati, restituendo al fine alla terra le sue forme naturali: suoli attraversati, camminati, negli andirivieni della vita e del tempo, zolle in cui le irregolarità e gli avvallamenti restano in balia della luce, diffusa o radente, generando ombre. L’oscurità diviene elemento cromatico, creando composizioni chiaroscurali di impatto grafico. Il colore della terra, la sua ruvidezza, divengono attori comprimari congiunti alla forma in una sintetica ma potente voce corale.

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Nicola Bianchessi coniuga gli studi d’architettura alla profonda passione per la fotografia. Il binomio sfocia in un’ incessante ricerca sui luoghi del vivere umano, principalmente le città, spazio di indagine costante. I “non luoghi” di Marc Augè, cioè quegli spazi funzionali e impersonabili non definibili “casa” ma che sono ricchi d’interazione tra esseri umani, sono soggetto preponderante nel suo lavoro di ricerca per immagini. Cogliere la relazione tra le persone e i siti nel trascorrere del tempo, documentarne le dinamiche: crescita, sviluppo e abbandono. Osservare lo spazio di lavoro dove il prodotto, insieme all’uomo e al luogo, diviene oggettosoggetto in perenne relazione. Bianchessi documenta lo spazio che ci circonda senza giudicare, semplicemente cogliendo ciò che il nostro occhio , spesso distratto, trascura.

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Per dare pienezza al messaggio di rinascita culturale e richiamare l'attenzione sui problemi che gli artisti devono affrontare in questo momento storico, durante la mostra si esibiraanno musicisti, danzatori, cantanti invitati a mettere in scena la propria arte. 

Stasera, venerdì 25 settembre, il museo ospiterà una performance di Danza Butoh di Maruska Marulyn Ronchi. L'esibizione è una performance rituale che permetterà di celebrare la Festa di Metà autunno che normalmente cade tra la seconda metà di settembre e i primi giorni d’ottobre, seguendo il calendario lunare legato all’equinozio d’autunno e alla leggenda di Chang’e, mitologica dea lunare e dell’immortalità.

Nelle antiche tradizioni in questo periodo si celebra la fine dell’estate, l’ultimo raccolto, l’entrata nella  parte più buia dell’anno, l’entrata in un tempo di pausa, contemplazione e ritiro. L’equinozio segna il passaggio delle stagioni e rappresenta la ciclicità della natura e dell’Universo. Maruska Marulyn
Ronchi ci accompagnerà in un viaggio dentro noi stessi, nella profondità dell’anima per giungere consapevoli alle radici ancestrali della ritualità della danza.

Per rispettare le normative anti-Covid lo spettacolo, con ingresso gratuito alla mostra, sarà da prenotare al 366 6673881 in orario d’apertura museale.





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