Cultura

La platea del Ponchielli

Il 15 e il 16 maggio tornano le visite organizzate dal Fai: Teatro Ponchielli, Palazzo Fodri e Casa Ferraroni

Il Fai è una associazione su base nazionale che valorizza i beni culturali del territorio aprendoli al pubblico per visite guidate. Le giornate Fai sono ormai tradizionali anche a Cremona e tornano il 15-16 maggio con la visita a Palazzo Fodri-Teatro Ponchielli-Casa Ferraroni. Ecco programma e dettagli organizzativi:

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2021

Casa Ferraroni, Decorazione con rovina  .jpeg

CASA FERRARONI

Cremona, 15-16 maggio 2021

Dopo un lungo periodo di restrizioni riaprono i luoghi della cultura e con essi tornano le Giornate FAI di Primavera, appuntamento molto atteso dal pubblico e manifestazione di punta del FAI – Fondo Ambiente Italiano per sensibilizzare i cittadini alla bellezza e alla conoscenza del nostro patrimonio culturale. Il FAI apre le porte di numerosi luoghi eccezionali e chiede il supporto di tutti per poter continuare l’incessante attività di tutela e valorizzazione iniziata nel 1975 e che ha consentito di sottrarre al degrado e all’oblio pagine straordinarie del nostro patrimonio culturale, come il meraviglioso Giardino della Kolymbethra ad Agrigento o il Bosco di San Francesco ad Assisi, destinandole alla fruizione pubblica. Per questa ragione sarà possibile effettuare una donazione e iscriversi al FAI in loco con una riduzione di € 10,00 su tutte le tariffe.

Palazzo Fodri, Soffitto ligneo con tavolette dipinte-min.jpg

IL SOFFITTO LIGNEO DI PALAZZO FODRI

Durante l’evento, che si terrà il 15 e 16 maggio 2021, la Delegazione FAI di Cremona organizza un itinerario in alcuni dei luoghi più suggestivi della città, con tante novità e inediti. Si inizia dal Teatro Amilcare Ponchielli, la cui apertura si inserisce nella campagna di sensibilizzazione nei confronti dei professionisti della cultura e dello spettacolo, fortemente penalizzati dalle restrizioni anti-contagio e supportata dal FAI a livello nazionale. La visita consentirà di scoprire tutte le curiosità legate al teatro cremonese e, in via del tutto eccezionale, saranno visitabili alcuni ambienti normalmente esclusi dal percorso di visita, come il ballatoio, collocato a 16 metri di altezza dal palcoscenico (anch’esso visitabile), la sala dell’orologio, con il suo prezioso strumento ottocentesco originale ancora funzionante, e la sala del lampadario (il Ponchielli fu uno dei primi teatri italiani a dotarsi di illuminazione elettrica) dove sarà possibile percorrere il suggestivo camminamento sulla copertura della platea a ben 20 metri di altezza.

Decorazione ad affresco della galleria d'arte-min.jpg

CASA FERRARONI

Dal teatro si passa al palazzo, con l’apertura di Palazzo Fodri, testimonianza di grande rilievo dell’architettura rinascimentale cremonese e che oggi ospita l’Associazione Costanzo Porta, l’Associazione Culturale “Specchio Riflesso Danza”, la Galleria d’Arte PQV di Pietro Quattriglia Venneri e il Laboratorio di diagnostica del CR. Forma. Questi ambienti saranno integralmente visitabili e, eccezionalmente, si potrà scoprire il grande caveau del CR. Forma, un tempo appartenuto all’Istituto di Credito del Monte di Pietà, poi CARIPLO, e ora riadattato ad ambiente climaticamente perfetto per il monitoraggio dei beni culturali in fase di studio.

Palazzo Fodri, Colonne e fregio della corte.jpg

PALAZZO FODRI

A pochi passi dal palazzo, lungo via Gerolamo da Cremona, sarà visitabile per la prima volta Casa Ferraroni, una piccola e inedita curiosità neoclassica costituita da tre salette con una straordinaria decorazione pittorica, ricca di vedute, sculture dipinte e grottesche e riferita a Giuseppe Manfredini, forse in collaborazione con Francesco Ferrari. Si tratta di una grande occasione colta dalla Delegazione FAI di Cremona che consentirà ai visitatori di poter scoprire un tassello interessantissimo della tradizione pittorica cremonese a cavallo tra Sette e Ottocento.

Graticcio-min.jpg

IL GRATICCIO

INFORMAZIONI PRATICHE

L’accesso ai luoghi è consentito esclusivamente su prenotazione, che si potrà effettuare a partire dal 6 maggio 2021 sul sito www.giornatefai.it. La partecipazione all’evento si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti-contagio e vedrà il coinvolgimento della Protezione Civile per garantire la sicurezza ed evitare assembramenti. Per la visita al Teatro Ponchielli è consigliabile portare calzature comode per poter accedere alla scalinata che conduce alle sale dell’orologio e del lampadario.

Palazzo Fodri, Ingresso del caveau del Laboratorio di Diagnostica del CR Forma-min.jpg

Per qualsiasi informazione scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure chiamare al  379 165 6134 dal lunedì al venerdì h 13:30-15:30.

Dettaglio del cortile.jpg

DETTAGLIO DEL CORTILE

Orari di apertura

15-16 maggio 2021

TEATRO AMILCARE PONCHIELLI

Corso Vittorio Emanuele II, 52 – Cremona

SAB: 10-16 (ultimo ingresso h 15:30)

DOM: 14-19 (ultimo ingresso h 18:30)

 

Pianoforte di Amilcare Ponchielli-min.jpg

IL PIANOFORTE DI AMILCARE PONCHIELLI

PALAZZO FODRI

Corso Matteotti, 17 – Cremona

SAB e DOM 10-18 (ultimo ingresso h 17:30)

 

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LA GALLERIA D'ARTE

CASA FERRARONI

Via Gerolamo da Cremona, 49 – Cremona

SAB e DOM 10-18 (ultimo ingresso h 17:30)

 

Si ringraziano:

Comune di Cremona;

Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli;

Diocesi di Cremona, Ufficio Beni Culturali – Diocesi di Cremona;

Fondazione Città di Cremona;

Cr. Forma;

Associazione Costanzo Porta;

Specchio Riflesso Danza;

Galleria d’Arte PQV di Pietro Quattriglia Venneri;

Protezione Civile

 

Sala del lampadario-min.jpg

LA SALA DEL LAMPADARIO

BREVI INFORMAZIONI STORICHE

 

Teatro Amilcare Ponchielli

La storia del Ponchielli risale al 1747, quando un gruppo di nobili volle dotare la città di un vero nuovo teatro dopo la cessione del Teatro Ariberti, tra i primi in città, ai Padri Filippini. Nacque così il teatro “Nazari”, poi “Teatro della Società” o della “Nobile Associazione”, progettato da Giovan Battista Zaist e che fu acquistato dai palchettisti nel 1785. Nel corso dell'Ottocento alcuni incendi danneggiarono la struttura ma i tempestivi interventi di Luigi Canonica e, successivamente, di Faustino Rodi e Luigi Voghera garantirono la sopravvivenza del teatro che divenne uno dei più importanti d'Europa. Nel corso del Novecento si registrano due avvenimenti importanti: la dedica ad Amilcare Ponchielli e, nel 1986, l'acquisizione da parte dell'Amministrazione Comunale, a cui seguì un impegnativo e radicale intervento di restauro e di adeguamento tecnologico. La solennità e l’eleganza del teatro si colgono soprattutto negli ambienti della grande sala, del palco reale e del ridotto, che costituiscono la prima parte della visita, mentre l’eccezionalità del percorso si percepisce accedendo al palcoscenico e, soprattutto, alla sala dell’orologio, con il suo meccanismo originale, e alla sala del lampadario, che consente di camminare sospesi sulla copertura della platea. Il teatro Ponchielli, infatti, fu uno dei primi teatri italiani ad essere dotato di luce elettrica e il suo imponente lampadario viene issato in cupola grazie a una carrucola fissa ancora funzionante.

 

 

Palazzo Fodri

La storia del palazzo risale al 1486, quando fu costruito coinvolgendo gli artisti più aggiornati legati alla corte sforzesca, come Guglielmo De Lera e Alberto Maffiolo Da Carrara, autore del portale marmoreo tuttora conservato. Nel Cinquecento, dopo il passaggio alle monache di Santa Maria in Valverde, si perdono le tracce storiche del complesso fino alla soppressione del 1784, che segnò la destinazione a Monte di Pietà, dipendente dall'Amministrazione dell'Ospedale Maggiore, e a Casa di Lavoro e Industria, retta dall'Istituto Elemosiniere di Cremona che, dal 1807, amministrò l'intero palazzo sotto il nome di Congregazione della Carità. Il Novecento è segnato da numerosi cambiamenti gestionali, tra cui l'acquisto dell'intero immobile da parte della CARIPLO nel 1927, seguiti da importanti interventi strutturali. Il più significativo fu sicuramente il restauro dall'architetto Vito Rastelli, che documentò con precisione la complessa campagna di lavori. Fu in intervento molto discusso poiché non seguì l’usanza del rifacimento in stile ma preferì mantenere visibili le stratificazioni storiche che segnarono la dimora nel corso dei secoli. Dal punto di vista architettonico, nonostante i numerosi rimaneggiamenti, il palazzo esprime ancora perfettamente la sua origine rinascimentale, ravvisabile soprattutto nelle arcate a tutto sesto e nei fregi in cotto della corte centrale. Il cortile è preceduto dall'atrio decorato con motivi prospettici e teste antiche. Dello stesso periodo sono anche i lacerti di affresco della Galleria d'Arte sulla sinistra dell’ingresso mentre le tavolette del soffitto del locale a destra, oggi sede del laboratorio di diagnostica del CR Forma, furono ampiamente rimaneggiate agli inizi del Novecento durante un importante intervento di recupero degli ambiente a piano terra. Il laboratorio è indubbiamente l'ambiente più interessante del palazzo, poiché custodisce la strumentazione destinata alla diagnostica dei beni culturali e ospita il grande caveau, riadattato ad ambiente climaticamente perfetto per il monitoraggio dei beni culturali in fase di studio.

 

Ponchielli, Orologio-min.jpg

L'OROLOGIO DEL PONCHIELLI

Casa Ferraroni

La storia di Casa Ferraroni è ancora tutta da scrivere. L’unica fonte che ne documenta l’esistenza, almeno in base alle ricerche attuali, è costituita dalle pagine di Lidia Azzolini nel volume dedicato ai palazzi nobiliari cremonesi dell’Ottocento. Da questo contributo si evince che il 30 giugno 1792 i fratelli Antonio, Manfredo e Pergentino Puerari acquistarono il palazzo da Giobatta Ferraroni e ne rimasero i proprietari fino al 1818, quando fu ceduto a Evangelista Rosani e, poco dopo, alle sorelle Antonia e Maddalena Barnieri, spose dei fratelli Antonio e Francesco Porro. Agli inizi del Novecento si saldò il legame tra la proprietà e il Capitolo della Cattedrale nella figura di Marco de Dionigi, canonico della Cattedrale dal 1926 al 1953. L’immobile attualmente è di proprietà dell’Opera di religione Sant’Omobono, riconosciuta come personalità giuridica nel 1966. La decorazione del salone d'onore del piccolo appartamento è una delle meno note ma più convincenti interpretazioni della cultura figurativa neoclassica cremonese, assegnata a Giuseppe Manfredini, forse in collaborazione con Francesco Ferrari. Le pareti sono scandite da nicchie in cui sono inserite sculture dipinte che riprendono la statuaria antica, alternate a riquadri con grottesche e vedute di paesaggi. Scorci architettonici, motivi ornamentali geometrici e rovine caratterizzano la decorazione del soffitto, mentre nelle salette adiacenti si ritrovano cortei con putti e sfondamenti prospettici seminascosti da veli e trasparenze che rimandano inequivocabilmente alle soluzioni adottate da Manfredini in palazzo Manna agli inizi dell’Ottocento.

 

 

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