Cultura

Palazzo Zaccaria Pallavicino

Sabato 26 marzo e domenica 27 marzo Giornate Fai di Primavera: i palazzi nobili cremonesi si aprono al pubblico

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2022

26-27 marzo 2022

La dimora nobiliare e le sue evoluzioni nel tempo. Il weekend del 26 e 27 marzo 2022 tornano le Giornate FAI di Primavera, giunte alla XXX edizione, questa volta per aprire al pubblico tre palazzi che raccontano la storia di alcune importanti famiglie nobiliari cremonesi del passato e che illustrano l’evoluzione dell’abitare.

Palazzo Araldi Erizzo, Affresco di R. De Longe.jpg

PALAZZO ARALDI ERIZZO

Palazzo Zaccaria Pallavicino mantiene ancora oggi il suo uso originario. In seguito al raffinato intervento storicistico dell’architetto Renzo Mongiardino, avvenuto tra gli anni ’50 e ’60 del Novecento, nelle sale del piano nobile rivive anche l’atmosfera neoclassica ideata da Faustino Rodi e da Luigi Voghera tra Sette e Ottocento. Vedute di paesaggio, arredi preziosi ed eleganti decorazioni pittoriche arricchiscono il percorso di visita, lungo il quale si potranno scoprire gli appartamenti di rappresentanza e la cappella privata del palazzo, normalmente non accessibili.

Palazzo Ala Ponzone da abitazione di una delle più importanti famiglie nobiliari cremonesi ha subito numerose trasformazioni in poco più di 150 anni, diventando dimora imperiale asburgica, museo e scuola di scultura, Palazzo della Rivoluzione Fascista e, in ultimo, sede di uffici comunali. La visita sarà un’occasione per ripercorrere questi cambiamenti e per far conoscere gli interventi pittorici di Gallo Gallina e degli altri artisti coinvolti nel terzo e quarto decennio dell’Ottocento dal marchese Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone per adeguare l’antico palazzo ereditato dai Ponzone al gusto neoclassico.

Infine a Palazzo Araldi Erizzo i saloni un tempo adibiti ad abitazione vengono trasformati a fine Ottocento in aule scolastiche. Nonostante i grandi cambiamenti si conservano ancora oggi i tre grandi affreschi tardo-seicenteschi assegnati Robert de Longe e le decorazioni ottocentesche del piano nobile, poco conosciuti al grande pubblico. Durante la visita sarà illustrata anche la figura e la storia del marchese Pietro Araldi Erizzo, personaggio chiave del risorgimento cremonese.

Per accedere ai luoghi è consigliata la prenotazione online, che si potrà effettuare con il versamento di un contributo di € 3,00 a partire dal primo pomeriggio del 17 marzo sul sito www.giornatefai.it. Sarà necessario essere in possesso del green pass rafforzato e indossare correttamente la mascherina FFP2, come previsto dalla normativa vigente. Si consiglia di arrivare sul posto con qualche minuto di anticipo per consentire la registrazione e il controllo del green pass. Per qualsiasi informazione scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure chiamare al 3791656134 dal lunedì al venerdì h 17:30-19:30 (solo informazioni, no prenotazioni telefoniche).

 

Palazzo Araldi Erizzo, Facciata.jpg

PALAZZO ARALDI ERIZZO

Le Giornate FAI di Primavera sono la manifestazione di punta del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, che apre le porte di numerosi luoghi poco conosciuti per stimolare la collettività alla conoscenza del patrimonio culturale italiano (e della sua fragilità) e, attraverso la raccolta fondi, per chiedere il supporto di tutti in modo da proseguire la costante attività di tutela e valorizzazione che, dal 1975, ha consentito alla Fondazione di sottrarre al degrado luoghi importantissimi come il Giardino della Kolymbethra ad Agrigento o il Bosco di San Francesco ad Assisi, consentendone la pubblica fruizione. Per questa ragione sarà possibile effettuare una donazione e iscriversi al FAI in loco. “Le Giornate Fai, sia di primavera che di autunno, rappresentano ormai un appuntamento molto importante e radicato per la riscoperta del patrimonio della nostra città. A tutti i volontari va il mio più grande ringraziamento per tutto il lavoro che svolgono nella nostra comunità, molti sono i progetti che ci vedono collaborare, segno di una comunità d’intenti rispetto alla tutela e alla riscoperta del nostro patrimonio. L’augurio è quello di poter continuare a lavorare insieme per arricchire sempre più la proposta culturale della nostra città”, così afferma l’assessore Luca Burgazzi.

Palazzo Araldi Erizzo, Decorazione del piano nobile (1).jpeg

PALAZZO ARALDI ERIZZO

L’evento è patrocinato dal Comune di Cremona

Si ringraziano

Comune di Cremona (patrocinio)

Assessorato alla Cultura, Giovani e Politiche della Legalità

Assessorato alle Politiche Sociali e della Fragilità

Liceo “Sofonisba Anguissola”

Famiglia Carotti

Protezione Civile

INFORMAZIONI PRATICHE

Per accedere ai luoghi è consigliata la prenotazione online, che si potrà effettuare con il versamento di un contributo di € 3,00 a partire dal primo pomeriggio del 17 marzo sul sito www.giornatefai.it. Sarà necessario essere in possesso del green pass rafforzato e indossare correttamente la mascherina FFP2, come previsto dalla normativa vigente. Si consiglia di arrivare sul posto con qualche minuto di anticipo per consentire la registrazione e il controllo del green pass.

Per qualsiasi informazione scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure chiamare al 3791656134 dal lunedì al venerdì h 17:30-19:30 (solo informazioni, no prenotazioni telefoniche).

 

ORARI DI APERTURA DEI LUOGHI

26-27 marzo 2022

 

Palazzo Zaccaria Pallavicino, Salone dorato.jpeg

PALAZZO ZACCARIA PALLAVICINO

PALAZZO ZACCARIA PALLAVICINO

Cremona, Corso Matteotti, 19

SAB: 10-18 (ultimo ingresso h 17:45)

Le visite hanno una durata di 30 minuti circa

 

Palazzo Zaccaria Pallavicino, Cappella privata.jpeg

PALAZZO ZACCARIA PALLAVICINO

PALAZZO ALA PONZONE

Cremona, Corso Vittorio Emanuele II, 42

SAB: 10-18 (ultimo ingresso h 17:40)

DOM: 10-18 (ultimo ingresso h 17:40)

Le visite hanno una durata di 40 minuti circa

 

PALAZZO ARALDI ERIZZO

Cremona, Via Palestro, 30

SAB: 10-18 (ultimo ingresso h 17:40)

DOM: 10 -18 (ultimo ingresso h 17:40)

Le visite hanno una durata di 30 minuti circa

 

Palazzo Ala Ponzone, Zefiro e Flora di G. Gallina.jpeg

PALAZZO ALA PONZONE


 

BREVI INFORMAZIONI STORICHE SULLE APERTURE

 

Palazzo Zaccaria Pallavicino

Palazzo Zaccaria Pallavicino, oggi di proprietà della famiglia Carotti, è una delle prestigiose dimore nobiliari cremonesi lungo Corso Matteotti, antica arteria urbana che collega la città con il cuore del suo centro storico. Costruito alla fine del '700 per volontà del marchese Giuseppe Maria Zaccaria, l'edificio sorge sull'area precedentemente occupata da Palazzo Crivelli, risultato dell'unione di singole fabbriche di differenti dimensioni e riccamente decorato da artisti del calibro di Giuseppe Natali, Sebastiano Galeotti e Giovanni Angelo Borroni. La nuova costruzione fu affidata all'architetto Faustino Rodi che seguì il progetto fino alla morte del marchese Zaccaria. In seguito al passaggio alla famiglia Pallavicino, i lavori furono affidati all'architetto Luigi Voghera, ricordato soprattutto per il maestoso scalone d'onore, e si conclusero con la realizzazione di una delle più significative testimonianze architettoniche cremonesi di gusto neoclassico. Nel 1923, con l'acquisizione della Società Lombarda dei Beni immobiliari, furono intrapresi dei lavori di ripristino e sistemazione, soprattutto nell'ala destra. L'aspetto attuale degli appartamenti di rappresentanza risale all'intervento di Renzo Mongiardino e si colloca tra la fine degli anni ‘50 e i primi anni '60 del '900, su commissione di Giovanni Carotti e Andreina Negroni, i cui eredi sono ancora i proprietari del palazzo. Una volta raggiunto il piano nobile, a destra dello scalone d'onore, una piccola anticamera precede il grande salone a doppia altezza, scandito da semicolonne con capitelli corinzi. Accanto ad esso la sala “del biliardo”, la cui decorazione murale si risolve in motivi fitomorfi, vedute di gusto romantico e architetture dipinte. A sinistra dello scalone, invece, si susseguono sale e salette che costituiscono gli appartamenti di rappresentanza. Tali ambienti sono caratterizzati da omogenei interventi plastici e pittorici di gusto neoclassico recuperati negli anni '50/'60 del '900 da Renzo Mongiardino, raggiungendo un pacato equilibrio decorativo suggerito dal suo estro storicistico. Di grande interesse è la cappella privata, voltata a lacunari con un’apertura centrale, sul cui altare è conservato una delicata Sacra Famiglia con San Giovannino assegnata al pittore emiliano Francesco Francia ed eseguita tra Quattro e Cinquecento. Le ultime sale sono occupate dalla biblioteca con i ritratti di Giovanni Carotti e Andreina Negroni dipinti dal pittore cremonese Massimiliano Gallelli.

Durante le Giornate FAI di Primavera ci sarà l'imperdibile occasione di conoscere una delle più significative dimore neoclassiche cremonesi normalmente non aperta al pubblico e giunta a noi in un eccellente stato conservativo. Il percorso prevede l'accesso al grande salone a doppia altezza, alla sala del biliardo, agli appartamenti di rappresentanza, la cui decorazione neoclassica fu finemente ripresa dall'architetto e scenografo Renzo Mongiardino negli anni '50/'60 del '900. Eccezionalmente sarà anche visibile la cappella privata del palazzo, in cui si coglie ancora l'anima neoclassica del palazzo.

 

Palazzo Ala Ponzone

Tra i palazzi nobiliari di Cremona Palazzo Ala Ponzone occupa una posizione di rilievo, in quanto appartenuto ad una delle famiglie più importanti per le vicende politiche e culturali della città. È proprio nelle sale dell'edificio di Corso Vittorio Emanuele II, infatti, che Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone custodiva la sua formidabile collezione artistica, che costituisce il nucleo centrale dei Musei Civici cremonesi. La storia dell'edificio, a cui l'architetto Carlo Visioli conferì nell'800 l'attuale veste neoclassica, risale al XIV secolo, quando i Ponzone possedevano un'abitazione nei pressi della vicinia di San Bartolomeo. Il casato dei Ponzone si estinse alla fine del '600 con il matrimonio tra Beatrice Ponzone e Giovanni Francesco Ala, da cui nacquero Pietro Martire Giuseppe Maria Ala Ponzone e Daniele Ala. Per testamento Pietro Martire e la sua linea ereditaria dovettero portare i cognomi e gli stemmi delle due casate. Nel 1842, con la morte del marchese Giuseppe Sigismondo, il palazzo passò agli Asburgo, diventando l'alloggio imperiale in città. Successivamente fu acquisito dai Savoia e nel 1877 pervenne al Demanio. La volontà del marchese di trasformare le sue collezioni in un museo pubblico si concretizzò solo nel 1888, per poi essere trasferito definitivamente nel 1928 in Palazzo Affaitati. Durante l'epoca fascista il palazzo divenne sede del partito con la denominazione di ‘Palazzo della Rivoluzione'. Attualmente ospita alcuni Uffici Municipali. Il palazzo è un bel esempio di architettura neoclassica, con il piano terreno e le due ali laterali a bugnato liscio, la zona centrale leggermente avanzata e scandita, al primo e secondo piano, da un ordine gigante composto da sei lesene scanalate corinzie. La facciata ospita il fregio del casato degli Ala Ponzone, collocato al centro della facciata e retto da due cariatidi, e quattro tondi raffiguranti personaggi illustri cremonesi. Sull'attico posto in copertura sei statue rappresentano le Belle Arti. All'interno si apre la corte principale, con due portici a tre fornici su colonne binate. A sinistra dell'ingresso, un maestoso scalone a doppia rampa con sovrastante volta a botte decorata a falsi cassettoni conduce ai locali nobili del primo piano. Le sale che si susseguono presentano stucchi, sculture e decorazioni ad affresco e ad encausto riconducibili a Giovanni Moriggia e Gallo Gallina.

Durante le Giornate FAI di Primavera si accederà eccezionalmente ai principali ambienti del piano nobile del palazzo e si potranno ammirare gli interventi decorativi commissionati da Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone per adeguare la dimora al gusto dell'epoca. Le sale sono decorate da stucchi, sculture e dipinti ad affresco ed encausto assegnati a Giovanni Moriggia e Gallo Gallina, protagonisti della stagione pittorica cremonese dell'Ottocento.

 

Palazzo Ala Ponzone, Particolare delle Quattro Stagioni dipinte da G. Gallina.jpeg

PALAZZO ALA PONZONE

Palazzo Araldi Erizzo

Palazzo Araldi Erizzo, oggi sede del Liceo delle Scienze Umane ed Economico-Sociale “Sofonisba Anguissola”, si trova a Cremona, in via Palestro, a pochi minuti a piedi dal centro cittadino. Il passaggio da dimora nobiliare a istituto scolastico, avvenuto alla fine dell'Ottocento, comportò importanti e invasivi rimaneggiamenti, che ci impediscono di cogliere pienamente lo sfarzo della struttura antica. Il palazzo è documentato in loco già alla fine del Cinquecento, quando apparteneva alla famiglia Gallarati, e pervenne agli Araldi nel tardo Seicento. In tale occasione furono intrapresi dei lavori di ristrutturazione che proseguirono nel corso del Settecento e che consentirono agli Araldi, in seguito imparentatisi con la casata del doge veneziano Francesco Erizzo, di realizzare una sontuosa dimora. Durante il periodo risorgimentale il palazzo divenne fulcro del sentimento antiaustriaco e il marchese Pietro Araldi Erizzo, oltre a battersi per la causa, riceveva nella sua dimora figure di rilievo quali Gioberti, Cavour e Garibaldi. Nel 1883 i numerosi debiti contratti costrinsero la famiglia ad alienare buona parte della loro collezione artistica e l'immobile di Via Palestro, che fu acquistato dal Comune di Cremona. La trasformazione temporanea in accasermamento e, in seguito, la definitiva metamorfosi in istituto scolastico sancirono un drastico mutamento architettonico e la dispersione, oltre alla distruzione, di numerose e importanti testimonianze artistiche. Una volta superato il portale d'ingresso, inserito nella sobria facciata che un tempo accoglieva sontuose finiture tardo-barocche alle finestre, le tre sale a destra a piano terra conservano gli affreschi eseguiti alla fine del Seicento e attribuiti al pittore fiammingo Robert De Longe. Nel primo ambiente il medaglione al centro del soffitto raffigura Il Tempo che toglie il velo alla Verità e smaschera la menzogna, nel secondo Tre figure allegoriche e, nell'ultima sala, la Prudenza e la Giustizia. Una scala moderna, che sostituì lo scalone monumentale, conduce alle stanze di rappresentanza del piano nobile. Ad eccezione di un ambiente, i cui motivi ornamentali di carattere geometrico rimandano alla fine del Settecento, le restanti decorazioni propongono elementi floreali, figure femminili, amorini e animali e furono realizzate nella seconda metà dell'Ottocento.

Palazzo Ala Ponzone, Decorazione ad encausto con Giochi di bimbi di G. Gallina.jpeg

PALAZZO ALA PONZONE

Durante le Giornate FAI di Primavera si potranno visitare eccezionalmente gli ambienti di Palazzo Araldi Erizzo che ancora custodiscono gli affreschi tardo-seicenteschi attribuiti a Robert de Longe e le sale del piano nobile in cui domina il gusto ottocentesco. Oltre a ciò sarà possibile riscoprire storia del marchese Pietro Araldi Erizzo, tra le più significative personalità legate al Ri

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