Cultura

Lunedì ore 21 al Fico "Un italiano in Islanda": un giovane cremonese racconta storia e costumi di un'isola affascinante

Appuntamento lunedì 5 settembre alle 21 all'Antica Osteria del Fico per scoprire "Un italiano in Islanda - Storia e storie della Terra del ghiaccio". Nell'ambito della rassegna "Leggere è Fico", organizzata presso l'omonimo storico locale e finalizzata a promuovere libri e scrittori da scoprire, sarà presentato il libro "Un italiano in Islanda" di Roberto Luigi Pagani. A presentare l'incontro sarà Mario Feraboli, col supporto della libreria Mondadori che ha organizzato l'evento. Pagani è un giovane cremonese laureato e poi docente e ricercatore presso gli istituti universitari islandesi. Abita in Islanda ormai da anni, ha una relazione sentimentale consolidata con una ragazza islandese e conosce ormai a fondo un paese che affascina tanti cremonesi e che è meta prediletta delle vacanze di molti. Forte di una preparazione accademica nelle materie storiche e in quelle linguistiche (parla e sa leggere l'islandese, anche quello dei manoscritti medievali che maneggia per il suo lavoro), lavora come guida turistica per gli italiani che viaggiano in Islanda, traduce libri e cura una pagina facebook "Un italiano in Islanda" (ha aperto anche altri canali social ma dalla pagina facebook risalite a tutto, vi rimandiamo a quella). Ora ha scritto il libro "Un italiano in Islanda" in cui spiega l'Islanda a chi non la conosce e anche a chi la conosce ma vorrebbe conoscerla meglio, il suo presente e il suo passato. Il libro però è molto di più: è anche un viaggio nella vita di Roberto, nel suo rapporto con quella Terra, nelle emozioni che suscita l'Islanda in lui. Essendo cremonese di nascita e formazione, anche la nostra Cremona è spesso citata nel libro. 

Fin qui la presentazione "formale". Ora qualche considerazione personale. Seguo i canali social di Roberto (che chiamo per nome un po' perché è un concittadino un po' perché come tutti gli influencer culturali diventa una figura quasi di famiglia per chi lo segue, anche se conoscere davvero una persona è un'altra cosa. Ho imparato ad apprezzarne, la competenza, il rigore nella verifica delle fonti, anche la severità con cui corregge i pregiudizi sull'Islanda (alcune volte si arrabbia, ma perché c'è passione per la materia, per la conoscenza e anche amore per l'Islanda), anche le debolezze che in qualche modo non cela e ne fanno una figura carica di umanità.

Consiglio caldamente di seguire i suoi canali per scoprire l'Islanda ma anche per valorizzare il lavoro di un concittadino. Consiglio anche caldamente il libro: si imparano tante cose sull'Islanda e la sua storia ma appunto è qualcosa in più, c'è un viaggio, il viaggio di un ragazzo che camminava sulle nostre antiche strade ed è andato in cerca del suo destino in una terra lontana, dove alla fine ha scoperto di trovarsi in qualche modo a casa, senza rinnegare le sue radici e le difficoltà del percorso e senza neppure nascondere i difetti che anche l'Islanda ha, sui quali non concede sconti come è giusto che sia. Insomma, non è la solita guida sull'Islanda ma una sorta di viaggio sentimental-culturale in un paese e nella vita di un ragazzo

Un'ultima considerazione: è una persona di spessore e fa pensare che ragazzi di valore trovino consacrazione all'estero e non nella nostra natia Cremona. Onestamente, credo che da noi difficilmente un trentenne pur di valore avrebbe potuto affermarsi nel mondo universitario come ha potuto fare Roberto in Islanda. I talenti che abbiamo in casa, devono essere coltivati dando loro la possibilità di esprimersi: spesso non accade nella nostra cara Italia ed è un gran peccato.

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