Cultura

Il Ponchielli, le polemiche e Wilde

Il tema del giorno a Cremona è "La Traviata" in versione ipermoderna proposta dal regista Baracchini (a proposito, è prevista la replica, fare ancora in tempo a vederla). Applausi e fischi a teatro (più gli uni o più gli altri, in fondo conta relativamente, quello che conta è che "ha diviso" il pubblico), polemiche sui social. Io non ho visto lo spettacolo quindi non dico nulla sulla qualità dello stesso, nel bene o nel male (che vuole dire davvero nulla: può essere un grande spettacolo come uno pessimo, solo chi ha visto può giudicarlo, chi non ha visto deve astenersi da ogni giudizio e infatti non dirò nulla neanche se qualcuno me lo chiederà esplicitamente). C'è però un aspetto che si può notare senza essere andati al Ponchielli e che non posso non rilevare: non ricordo, a memoria, uno spettacolo al Ponchielli che abbia suscitato tanta partecipazione cittadina. Ne parlano tutti! Non so se sia un buon o un cattivo spettacolo, ma di sicuro ha raggiunto l'antico obiettivo stabilito da Wilde nel suo motto "C'è una sola cosa al mondo peggiore del far parlare di sé, ed è il non far parlare di sé". Per lo spettacolo è una ottima notizia, perchè probabilmente signicherà teatri pieni (anche solo per criticarlo, ma "vuoi non andare e non poter partecipare al dibattito social?"). Per il Ponchielli, mi auguro che ogni spettacolo susciti, in futuro, la stessa partecipazione (e ripeto, non sto valutando uno spettacolo che non ho visto, qui si parla di ricaduta nel dibattito cittadino): avere il teatro al centro del discorso pubblico non mi dispiacerebbe affatto!

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