Riceviamo e pubblichiamo:
La Contessa Camilla Gonzaga di Vescovato, insigne esponente del nobile Casato dei Gonzaga, nobildonna legata chiaramente alla storia del popoloso comune cremonese, sarà “celebrata” e ricordata domenica, 8 marzo, a San Secondo Parmense, nella Rocca dei Rossi, in occasione dell’evento “Le donne del Casato” voluto e promosso per la Giornata Internazionale della Donna. Le visite avranno luogo alle 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17 e 18 e, oltre a Camilla Gonzaga sarà ricordata la figura di Bianca Riario. Info al 3474485947. Camilla Gonzaga nacque a Mantova ai primi del 1500 da Giovanni, fratello del marchese Francesco II e da Laura Bentivoglio, figlia di Giovanni signore di Bologna. Visse a Mantova fino al 1519, anno del suo trasferimento a Vescovato, che il padre aveva acquistato. Nel 1523 sposò il conte Pier Maria III de’ Rossi signore di San Secondo (al loro matrimonio è dedicato ogni anno il Palio delle contrade che si festeggia a inizio giugno) e fin dall’inizio svolse un ruolo fondamentale nella politica rossiana, sostituendosi sovente al marito, impegnato in battaglia, nell’attività diplomatica. Frequenti furono i suoi viaggi a Mantova, numerose le lettere inviate al cugino Federico II per richieste di aiuto contro i vari nemici (è datata 30 aprile 1527 una sua missiva per richiedere la difesa della Rocca di Berceto, attaccato dai Rossi di Corniglio).

Interessante l’aiuto richiesto nel 1537 contro la minaccia farnesiana del pontefice Paolo III, che mirava ad attaccare il castello sansecondino e tempestiva la risposta del Gonzaga, che inviò un esercito a protezione dello stesso. Il ritratto eseguito da Parmigianino intorno al 1538/39 ci trasmette un’immagine di donna dolce, attorniata da tre suoi bambini (fra cui l’erede Troilo II), ma allo stesso tempo decisa, forte anche solo con la semplicità di un gesto. Proprio per queste sue qualità che si fece apprezzare presso la duchessa Caterina d’Asburgo moglie di Francesco III Gonzaga e Margherita d’Austria, moglie del duca di Parma Ottavio Farnese. Nel 1559 infatti accompagnò la duchessa nelle Fiandre come dama di compagnia e passò successivamente al servizio di Isabella del Portogallo, moglie del grande condottiero Alessandro Farnese, cercando di aiutare il figlio Troilo nella conduzione alquanto difficile dei rapporti diplomatici. Camilla Gonzaga morì nel 1585 a San Secondo solo sei anni prima dei due figli Troilo ed Ippolito. Da oltre trent’anni, ogni anno, a San Secondo Parmense, il matrimonio del 1523 col il Conte Pier Maria III dè Rossi viene celebrato con il Palio delle contrade, manifestazione capace sempre di richiamare migliaia di persone. Nel frattempo, e in attesa che anche nella Bassa Lombarda la figura di Camilla Gonzaga sia degnamente e giustamente ricordata, è giusto evidenziare che, grazie alle ricerche di Cesare Pezzarossa, studioso e ricercatore di storia locale, è possibile pubblicare l’atto di morte della Contessa Camilla Gonzaga, reperito dallo stesso Pezzarossa nell’archivio parrocchiale di San Secondo Parmense. La Contessa fu sepolta, come tanti altri esponenti della famiglia Rossi, nell’oratorio del castello dedicato a Santa Caterina d’Alessandria. Con le demolizioni di fine ‘800 ed inizio ‘900 fu distrutto l’oratorio e furono purtroppo disperse le spoglie mortali dei nobili ivi sepolti. Grazie sempre alle ricerche dello stesso Cesare Pezzarossa è anche possibile mostra una lettera, datata 1580, firmata dalla Contessa Camilla che lo studioso ha rintracciato grazie ad una casa d’aste. Una figura, quella di Camilla Gonzaga, che merita di essere meglio conosciuta e valorizzata e quella di domenica 8 marzo, a San Secondo Parmense, sarà una bella occasione per farlo. Sempre nella Bassa Parmense, ma a Roccabianca, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Castello rende omaggio a Bianca Pellegrini, celebre amante di Pier Maria Rossi II. Tutte le dame potranno partecipare a visite guidate in costumi medievali con ingresso ridotto. Bianca Pellegrini fu dama di compagnia della Duchessa Bianca Maria Visconti (1425-1468). Quest’ultima, Nata in territorio pavese, fece di Cremona la sua città dotale mantenendovi uno stretto legame per tutta la vita. A Cremona fece ampliare la chiesa di San Sigismondo in ricordo delle sue nozze, qui celebrate il 25 ottobre 1441, col condottiero Francesco Sforza. Alle nozze di Bianca Maria e Francesco la tradizione fa tra l’altro risalire l’origine del torrone, speciale dolce nuziale creato dai pasticceri di corte ispirandosi alla torre più alta della città, il celebre Torrazzo. Importante anche il legame con Castelleone ed il Santuario di Santa Maria in Bressanoro, finanziato dalla duchessa per assolvere ad un voto espresso quando un figlio, malato, si trovò in pericolo di vita. A Roccabianca le visite si terranno sabato 7 alle 15, 16 e 17 e domenica 8 alle 11, 15, 16 e 17.
Eremita del Po, Paolo Panni