sabato 23 maggio, alle 12, in Auditorium Giovanni Arvedi
la viola d'amore tra estetica barocca e contemporanea
Daniele Valabrega suona lo strumento realizzato da Raffaele Fiorini nel 1894
COMUNICATO STAMPA
Sabato 23 maggio, alle 12:00, l'Auditorium Giovanni Arvedi ospiterà un breve recital solistico del maestro Daniele Valabrega. Il concerto trova fulcro narrativo e sonoro in un gioiello della liuteria ottocentesca: la viola d'amore realizzata da Raffaele Fiorini nel 1894 circa, appartenente a una collezione privata ed esposta al Museo del Violino.
Nel vasto firmamento degli archi, la viola d'amore si staglia indubbiamente come lo strumento più misterioso ed eccentrico. Caratterizzata da un'affascinante ibridazione morfologica con la viola da gamba, essa trae la propria eccezionalità da un espediente acustico: una seconda serie di corde metalliche che corrono silenziose al di sotto della tastiera. Similmente a quanto accade nel sitar indiano, esse non vengono toccate dalle dita, bensì vibrano per simpatia acustica all'unisono con le corde tastate, conferendo allo strumento un timbro di una dolcezza arcana e di straordinaria opulenza armonica.
Altro aspetto di interesse è l'accordatura, quasi sempre di tipo aperto, ovvero tale che le sei o sette corde tastate realizzino un accordo compiuto nel suonare a vuoto. L'accordatura può inoltre variare in funzione della tonalità della composizione, secondo la tecnica detta "scordatura". Spesso, a differenza del violino, il tradizionale riccio è sostituito dalla scultura di un volto antropomorfo o angelico, più raramente da un sembiante zoomorfo.
Lo strumento ha conosciuto il primo apogeo nell'età barocca, come testimoniato in ambito italiano dai sette concerti per viola d'amore e orchestra di Antonio Vivaldi. Nei manoscritti di due di queste composizioni è nascosto un tenero e crittografico omaggio: le prime due lettere di "AMore" nell'indicazione dell'organico sono scritte in maiuscolo, una dedica del prete rosso alla sua allieva prediletta, Anna Maria "del violin", che visse la sua intera vita all'interno dell'Ospedale della Pietà di Venezia come una delle Figlie di Choro, orfane affidate all'Istituto di carità per ricevere cure ed educazione.
Anche Antonio Stradivari si dedicò alla costruzione di viole d'amore, come testimoniato dai disegni conservati al Museo del Violino, da un cavigliere al Musée de la Musique di Parigi e da un singolo esemplare sopravvissuto, sebbene purtroppo alterato e trasformato in un violino.
La viola d'amore ha vissuto un revival tra Otto e Novecento, propiziato da autori quali Ottorino Respighi, che si esibì anche come solista di questo strumento. Questi aveva trascorso gli ultimi anni del diciannovesimo secolo, nonché della sua gioventù a Bologna, interessandosi di liuteria e frequentando la bottega di Raffaele Fiorini (1828-1898): in quegli anni veniva costruita la viola d'amore suonata nel corso dell'audizione. Difficile non immaginare una relazione tra il bellissimo strumento e il compositore celebre per i Pini di Roma, città dove si trasferì stabilmente nel 1913: proprio nella Capitale si trovava questo strumento al momento dell'acquisto da parte dell'attuale proprietario, ma, per adesso, non esistono prove a sostegno di questa entusiasmante connessione.
Raffaele Fiorini è considerato il fondatore della liuteria emiliana moderna ed è il padre del più celebre Giuseppe (1861-1934), primo grande interprete nel '900 italiano dell'opera di Antonio Stradivari e custode per dieci anni dei Reperti della bottega del maestro cremonese. La collezione di disegni, attrezzi, modelli e forme, oggi al Museo del Violino, è stata da lui donata alla città di Cremona nel 1930 con il proposito dell'istituzione di una Scuola di Liuteria, avveratosi finalmente nel 1938, a quattro anni dalla sua scomparsa.
Se dall'età barocca alla contemporanea non molto è cambiato nella struttura dello strumento, il repertorio ha assunto forme coerenti con i diversi gusti musicali. Il concerto di Daniele Valabrega ne offre ampia ricognizione. L'età barocca è legata ad Antonio Vivaldi. L'Allegro dal Concerto in re minore RV 393 dispiega un virtuosismo serrato innervato da arpeggi rapidissimi e passaggi di agilità, mentre il Largo dal Concerto in re minore RV 394 è un momento di sospensione lirica, dove le corde simpatiche campiscono un'atmosfera argentea e rarefatta.
Con Carl Stamitz lo strumento abbraccia lo stile galante. Il primo movimento della Sonata in mi bemolle maggiore è strutturato secondo i canoni della forma-sonata classica, con intuizioni tematiche nobili, simmetriche e cantabili.
Louis-Toussaint Milandre fu uno dei pochissimi autori francesi a dedicare un intero trattato a questo strumento, il Méthode facile pour la Viole d'Amour. Da questo sono tratte Musette, di gusto arcadico e campestre, il fiero e ritmico Minuetto e l'Allemande, dal passo moderato e solenne, aggraziato da trilli e abbellimenti.
Il danese Ludolf Nielsen recupera la viola d'amore all'inizio del XX secolo, inserendola in un contesto espressivo tipicamente tardo-romantico e nostalgico, ben esemplato dalla crepuscolare Serenade.
Quasi a suggello di un percorso tanto articolato tra epoche ed estetiche, sarà eseguito Prélude dai Vingt-quatre préludes pour viole d'amour di Henri Casadesus. Il celebre violista francese fondò la Société des Instruments Anciens e fu un paladino della rinascita della viola d'amore. Il brano porta a sintesi l'omaggio alla musica antica e soluzioni armoniche pienamente novecentesche.
Daniele Valabrega, classe 1996, nasce in una famiglia di musicisti. Si diploma con lode nella classe di Luca Sanzò al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Vince numerosi concorsi nazionali ed europei, tra cui i primi premi assoluti ai concorsi Città di Giussano, Giovani Musici, Jacopo Napoli, ed il Premio Abbado come miglior violista.
Si perfeziona nella classe del Maestro Bruno Giuranna presso l'Accademia Stauffer di Cremona. Consegue il Master of Arts presso la Hochschule der Künste Bern, con lode, primo allievo delle classi di viola dell'istituzione a ottenere tale riconoscimento.
A fianco ai concerti solistici, svolge intensa attività cameristica. Si dedica in particolare alla musica contemporanea e collabora stabilmente con la Divertimento Ensemble. Ad oggi, quattro composizioni sono state scritte e a lui dedicate.
Ha suonato con musicisti quali Salvatore Accardo, Franco Petracchi, Robert McDuffie, Antonio Lysy, Andrea Lucchesini e Daniel Rowland. Ha realizzato registrazioni per le etichette Brilliant Classics, Stradivarius e Finisterre.
Approfondisce gli studi specialistici con il corso di Musica da Camera all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ed il Dottorato di ricerca sulla viola d'amore.
Posto unico 12 Euro, ridotto 6.