Cremona Magazine.
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Noi siamo abituati a città illuminate, ricche di luce e colore. Difficile capire, per l'uomo moderno, cosa volesse dire la notte prima dell'illuminazione artificiale, quando il buio era opprimente. Cremona vive una svolta che cambia la vita nel 1816. Quell'anno, infatti, come scrive il bravo Fiorino Soldi nel suo “Risorgimento cremonese”, viene introdotta la illuminazione pubblica delle vie fino a una certa ora della notte. I lampioni vengono illuminati da un incaricato, pagato appositamente, che ha il compito di immettere olio nei fanali, usando una lunga canna per accendere gli stoppini. Al suo passaggio la città si illumina: è una luce diversa e meno funzionale di quella moderna a cui siamo abituati ma è già un cambiamento epocale. La città, infatti, vive la cosa come una novità favolosa.