Cremona Magazine.
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Nel maggio 1902 un terribile incendio distrugge la vita di una famiglia cremonese. Una vicenda triste, raccontata sulle pagine del Corriere della Sera del 6-7 maggio ma riprendendo le cronache di "Interessi cremonesi" (all'epoca spesso giornali nazionali e locali si scambiavano le notizie). La vicenda accade a Stagno Lombardo in località Brancere, presso la cascina Spazzi. Il fittabile della cascina si chiamava Alessandro Bislenghi e si allevavano i bigatti, i bachi da seta (oggi sono spariti ma all'epoca erano diffusi nelle nostre campagne). La famiglia vittima della tragedia si chiamava Marani e comprendeva il padre Luigi, 80 anni, la moglie Lucia Ronda, 50 anni, il figlio Meraviglio, 30 anni, la moglie del figlio Elvira Bislenghi, la sorella di Meraviglio cioè Giuseppina di 21 anni e tre bambini di cui non sono riportati i nomi di 6 anni, 4 anni, 14 mesi. La famiglia abitava al primo piano di una struttura della cascina, accessibile da una scala interna, le finestre avevano le inferriate (non tutte). Verso le 23.30 una inquilina urna svegliando Meraviglio che scende le scale di corsa senza capire la situazione. Scoperto l'incendio, vorrebbe risalire per prelevare i membri della famiglia ma fuoco e fumo si sono espansi troppo in quei pochi secondi e la strada non è più percorribile. Cerca di salvare la famiglia usando una scala per accedere alla finestra senza inferriate ma non riesce ad aprire le imposte, allora prova dall'altro lato della casa ma da questa parte c'erano le inferriate. La sorella Giuseppina che dormiva con gli anziani genitori si butta dalla finestra, si fa male ma si salva, i genitori sono troppo anziani per farlo. Mentre si cerca freneticamente di capire cosa fare, il tetto collassa travolgendo tutte le vittime. Meraviglio accecato dal dolore corre per andare ad affogarsi in un fossato, trattenuto a stento dai contadini della cascina. Alle 3 si spegne l'incendio, nato da una scintilla nel graticcio dei bachi da seta, i corpi saranno ritrovati nelle ore successive (l'articolo li descrive ma sono dettagli macabri e li ometto). La commozione in paese è fortissima, subito si alza una croce di legno nei pressi della località della tragedia, a ricordo della vicenda.