Cremona Magazine.
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Le nostre pillole storiche ci portano attraverso la storia di Cremona fra gioia e dolore. Questa, nello specifico, è tragica e triste. La nostra fonte è il giornale "La Provincia" del 1 aprile 1912. L'articolo narra gli eventi del 31 marzo 1912, periodo pasquale. In corso Campi sorgeva il negozio di merceria fratelli Balzarini. Qui alle 22.30 risuonano detonazioni da arma da fuoco. Accorrono in tanti, fra i primi la tabaccaia che aveva il proprio esercizio di fronte e il dottor Olivari. Trovano appena aperta la porta del negozio un cadavere di uomo e una donna morente, inoltre nel negozio poco distante è presente una signora anziana, terrorizzata e implorante aiuto. Lei è Maria Galli, vedova Balzarini, e spiegherà la vicenda alle forze dell'ordine intervenute per chiarire la situazione: il morto è Giuseppe Arata originario di Bardi, 31 anni, lei (colpita allo stomaco, viva ma morente) è Enrichetta Balzarini, figlia di Maria (non è ancora morta come detto e si tenta disperatamente di salvarla portandola in ospedale, ma non ci sarà nulla da fare, muore prima ancora di arrivare all'ospedale). 

La storia secondo quanto ricostruito dal giornale, sentite le forze dell'ordine era andata così. Giuseppe Arata frequentava da mesi Enrichetta Balzarini, sembrava che i due fossero innamorati ma lui aveva problemi di alcolismo e forse anche finanziari. Aveva chiesto la mano della giovane ma poi era sparito improvvisamente. Tornato dopo qualche settimana come se nulla fosse, aveva chiesto ad Alessandro Balzarini, fratello di Enrichetta e titolare di una attività in corso Garibaldi un prestito. Lo aveva ottenuto con la promessa di una pronta restituzione ma poi non aveva mantenuto la promessa. La sera fatale Arata stava parlando con Enrichetta, Maria Galli era uscita un attimo in strada e al rientro Giuseppe aveva detto me ne vado, Enrichetta l'aveva seguito ma sulla porta lui aveva estratto una pistola americana sparando un colpo allo stomaco della fidanzata e uno alla propria tempia. Probabilmente non aveva soldi da restituire al futuro cognato, forse non era lucido. Di sicuro quella sera in corso Campi Arata pose fine alla propria vita ma soprattutto a quella di Enrichetta Balzarini.