I giochi da osteria sono sempre stati popolari nella bassa Padana e ancora oggi sono forieri di divertimento, socialità ma anche di piccole liti (in genere condite da parolacce che sconsigliano la presenza di bimbi). C'è stato un tempo, però, in cui dalle nostre parti capitava con una certa frequenza di eccedere: magari sotto effetto di qualche bicchiere di buon vino (o cattivo, viste le conseguenze!), si passava alle vie di fatto. Leggendo i giornali d'epoca capita spesso di riscontrare episodi del genere. Ecco due esempi pubblicati dalla Provincia di Cremona nel 1914.
31 OTTOBRE
"Una partita alla morra finita con 5 rivoltellate"
"In una osteria di Vescovato si giuocava, l'altra sera, come di consueto alla morra. Fra i giocatori era certo Belinzoni Pietro, di anni 31. Egli venne a diverbio con altro giocatore: diverbio che si andò tanto violentemente accentuando che l'avversario, accecato dall'ira, estrasse la rivoltella e sparò contro il Belinzoni ben 5 colpi. Uno andò a vuoto, gli altri quattro a segno".
L'articolo elenca le ferite di Belinzoni, colpito soprattutto alla clavicola, ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Ugolani Dati (ospedale dell'epoca)
14 NOVEMBRE
"Una questione di giuoco finita con una coltellata"
Eugenio Boselli di anni 22, nato a Cella Dati e residente a Sospiro, venne il 27 settembre del 1914, a diverbio in un'osteria del paese, per ragioni di giuoco, con tale Francesco Capra. I due uscirono fuori dal locale per addivenire a reciproche spiegazioni, il colloquio animatissimo fin dal principio, finì con una violenta colluttazione, durante il quale il Boselli inferse al Capra una coltellata producendo ferita guarita in giorni 10"
Boselli subisce condanna a 42 giorni di reclusione, con applicazione della legge del perdono
Episodi del genere accadevano con una certa frequenza: non sempre ovviamente, ma bisognava valutare bene con chi si aveva a che fare.