La marcia su Roma è fatto storico conosciuto, ma cosa accadde a Cremona? Inauguriamo una breve serie di articoli storici (siccome i fatti sono molteplici e la narrazione diventa lunga, la spezziamo in più puntate) utilizzando un punto di vista particolare, cioè il racconto che ne fece la Provincia di Cremona nella giornata del 1 novembre, quando raccontò i fatti accaduti nei giorni precedenti. Trovate la prima puntata qui https://www.laquintat.it/storia/1922-la-marcia-su-roma-a-cremona-raccontata-da-la-provincia-dellepoca-episodio-uno.html
Ecco la seconda puntata:
"E basta del fatto nostro. Ma non dovrebbe bastare d'altri dolorosissimi fatti, quali il tragico conflitto di venerdì notte a Cremona, i morti di San Giovanni, il disarmo dei carabinieri in alcuni luoghi della provincia - se non premesse oggi più il cooperare all'ordine e alla pacificazione, che non il recriminare. Ond'è che noi abbiamo spogliata più avanti la cronaca di questi giorni nostri d'ogni passionato giudizio. "Fata trahunt" e l'occhio e il pensiero sono volti ansiosamente all'avvenire, quello il cui svolgimento dovrà datarsi dalla formazione del gabinetto dell'On. Mussolini. Diciamolo subito. La situazione interna al paese (a chiunque se ne debba attribuire la responsabilità) si era ormai fatta tale da non potervisi più reggere, e d'altra lato, non c'era più in Italia chi non vedesse la necessità che i fascisti o assumessero spontaneamente o fossero tratti ad assumere la responsabilità legale del governo.
Come vedete, nonostante la chiusura con la forza imposta dai fascisti nei giorni precedenti, La Provincia saluta come necessario il loro avvento al potere, evidentemente considerato una sorta di male minore dal giornale dell'epoca (ovviamente è la loro opinione espressa nel 1922 senza conoscere il futuro, noi sappiamo il seguito e le conseguenze). La nostra seconda puntata si ferma qui, seguiranno le altre.