La marcia su Roma è fatto storico conosciuto, ma cosa accadde a Cremona? Inauguriamo una breve serie di articoli storici (siccome i fatti sono molteplici e la narrazione diventa lunga, la spezziamo in più puntate) utilizzando un punto di vista particolare, cioè il racconto che ne fece la Provincia di Cremona nella giornata del 1 novembre, quando raccontò i fatti accaduti nei giorni precedenti.
Trovate la prima puntata qui https://www.laquintat.it/storia/1922-la-marcia-su-roma-a-cremona-raccontata-da-la-provincia-dellepoca-episodio-uno.html
Trovate la seconda puntata qui https://www.laquintat.it/storia/1922-la-marcia-su-roma-a-cremona-raccontata-da-la-provincia-dellepoca-episodio-due.html
Eccoci con la terza puntata, parola al giornale del 1 novembre 1922:
Venerdì sera 27 ottobre tra le 18.15 e le 18.30 bruciava improvvisamente il trasformatore elettrico di piazza Roma. Le cause di tale fatto sono tuttora ignote: parve, e lo asseriscono i tecnici, che si trattasse di una pura accidentalità; d'altra parte notizie di fonte fascista dettero il fatto come segnale prestabilito della azione che i fascisti dovevano svolgere immediatamente dopo. Fatto si è che poco dopo, verso le 19, improvvisamente, squadre armate di fascisti facevano irruzione al palazzo delle poste, e alla centrale del telefono Bormida, occupandone gli uffici. Contemporaneamente, una forte colonna di fascisti riusciva a rompere il tenue cordone di carabinieri che sbarava l'accesso al portone della prefettura e ne invadeva gli uffici, compreso il gabinetto del prefetto, che intanto aveva potuto ritirarsi nei suoi appartamenti. Tutte e tre queste operazioni erano avvenute di sorpresa e senza incidenti