Cremona Magazine.
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La marcia su Roma è fatto storico conosciuto, ma cosa accadde a Cremona? Inauguriamo una breve serie di articoli storici (siccome i fatti sono molteplici e la narrazione diventa lunga, la spezziamo in più puntate) utilizzando un punto di vista particolare, cioè il racconto che ne fece la Provincia di Cremona nella giornata del 1 novembre, quando raccontò i fatti accaduti nei giorni precedenti. Per quale motivo il 1 novembre? Ecco la spiegazione nell'articolo pubblicato dal giornale:

"DOPO L'INCUBO"

Cessata ieri la mobilitazione fascista è cessata anche l'occupazione dello stabilimento del nostro giornale e la Provincia rivede oggi la luce dopo cinque giorni di proibizione. Questa offesa della libertà e del nostro diritto noi abbiamo avuto l'onore di condividere col Corriere della Sera, il quale, impedito di uscire a Milano la domenica mattina, ha potuto stamparsi il lunedì, ma a Cremona non è riuscito ad entrare perché tutta la spedizione fino a ieri mattina è stata sempre bruciata alla stazione, e solo ha potuto ricominciare ad essere regolarmente distribuito nella sua edizione del pomeriggio di ieri, arrivata iersera. L'impressione in città per questo ostracismo alla stampa indipendente, carattere questo d'un onesta e fiera indipendenza, per cui ci par lecito metterci a fianco del grande giornale milanese, è stata così evidentemente e così diffusamente severa che dispensa per noi ulteriori proteste, le quali del resto, per noi come per tutti i giornali colpiti, furono fatte dal presidente della federazione stampa italiana, senatore Barzilai, con una nobiltà di cui gli siamo profondamente grati

L'articolo prosegue entrando nel vivo dei fatti di quei giorni, ma come detto il racconto lo facciamo a puntate per cui qui ci fermiamo, per ora, col primo atto della vicenda: l'occupazione della sede del principale giornale locale per impedirne l'uscita