Cremona Magazine.
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IMMAGINE DI UN SEMAFORO A MILANO NEGLI ANNI VENTI (A scopo illustrativo)

Il 18 novembre 1933 il Regime Fascista (nel periodo fascista imposto di forza come giornale cittadino) riporta la grande novità del giorno: il primo semaforo arriva a Cremona. Annunciato dal manifesto del Podestà, si colloca all'incrocio fra corso Campi, corso Stradivari, via Verdi, via Cavallotti (diciamo all'incrocio moderno da cui svoltando a sinistra si fiancheggia Galleria XXV aprile per raggiungere i giardini e svoltando a destra si raggiunge il Manin, arrivando da corso Campi). I semafori si stavano diffondendo in Italia da alcuni anni ma per Cremona era una novità ma anche un esperimento, "se funziona ne sorgeranno altri". In precedenza il traffico era regolato manualmente dai vigili e prima di avviare il semaforo furono effettuate delle prove tecniche. La domanda dell'epoca era "c'è tanto traffico da giustificarne l'impianto e non rischia a volte di rallentare il transito?". Per inciso, l'articolo spiega nel dettaglio il significato di luce verde, luce gialla, luce rossa, simile ad oggi: all'epoca era una novità