Cremona Magazine.
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C'è stato un tempo in cui il lavoro delle mondine era fondamentale per la produzione del riso in Italia. Durante la stagione estiva (il lavoro era stagionale) decine di migliaia di donne, di estrazione povera e spesso provenienti da altre regioni, affollavano le campagne di Vercelli, Novara, Pavia per stare tutto il giorno con la schiena curva e le gambe nell'acqua fino alle ginocchia, senza un abbigliamento adeguato, per strappare le erbe infestanti, attività necessaria per la produzione risicola.

Cremona non era territorio di produzione ma era territorio di transito delle ragazze, in genere giovani, dirette verso le terre del riso. Il 2 giugno 1936 i giornali, sia il Regime Fascista giornale locale che il Corriere della Sera (precisiamo: siamo in epoca fascista, ma le mondine sono esistete per generazioni, questo lavoro è esistito sia prima che dopo il periodo fascista) raccontano del passaggio da Cremona di un treno carico di mondine.

Quel giorno erano 1100 ma per dare un'idea in quel periodo, secondo i giornali, da Cremona ne sarebbero transitate 30000. In stazione, al passaggio del treno (breve, dieci minuti) si fanno trovare le autorità locali con tanto di bandiere tricolori. Ci sono la Croce Rossa che soccorre chi magari non sta bene e le signore della buona società cremonese che distribuiscono limonate, cioccolata e prodotti alimentari alle mondine. Una sorta di festa popolare per allietare il viaggio di queste ragazze che andavano a svolgere un lavoro molto duro.