Storia cremonese

23 luglio 1927: un ciclone semina morte e distruzione a Cremona come nei film catastrofici (ma ci sono anche atti eroici)

La sera del 23 luglio 1927 una tremenda sciagura si abbatte su Cremona. Un ciclone fortissimo porta morte e distruzione. Ricostruiamo gli eventi con i resoconti del "Regime Fascista" e del "Corriere della sera". La giornata scorre torrida ma serena ma alle 18 inizia un forte temporale. Il vento, annunciato da grandine e pioggia, si accanisce e solleva "migliaia e migliaia di tegole" (Corriere della Sera) svuotando la città con un fuggi fuggi generale. Case vengono scoperchiate, tavolini dei caffè vengono sbalzati contro le vetrine frantumandole. Un grande magazzino di bozzoli viene divelto e la città si riempie di bozzoli (che saranno recuperati il giorno dopo). In via Milano la struttura del magazzino stesso, la "Società produttore Bozzoli", cedendo travolge un soffitto di una casa adiacente e provoca la morte della portinaia signora Rancati. Il caseificio Grandi e Sperlari sempre in via Milano collassa causando la morte di Emilberga Gasperini Belli e del nipotino Adriano Denti di soli 2 anni nonostante gli immediati soccorsi dei militari. La distruzione riguarda anche i paesi, da Acquanegra a Vescovato: ad Acquanegra una cascina si scoperchia uccidendo una bimba della famiglia Pagani di soli 2 anni; sul Po il canottiere Agostino Caporali sorpreso dalla furia del vento annega nonostante i disperati tentativi di salvataggio degli astanti, si salva il suo compagno Facchetti. Innumerevoli i feriti, enormi i danni: per tutta la città edifici e parti di edifici crollati (per esempio il muro che faceva da cinta a Palazzo Trecchi o il fanale che si trovava a Porta Milano), vetrine infrante, alberi e rami caduti, tegole ovunque, distruzione e danni. Una parte del tetto della chiesa di San Antonio in via Aselli viene portata dalla forza del vento fino in via Robolotti. Cadono gli alberi delle Colonie Padane e quelli di Viale Po, grandi danni alle villette di piazza Castello. Crolla anche parte della merlatura della torre della chiesa di Sant'Abbondio. Abbattuto un lampadario monumentale in via Milano, divelti quattro filari di alberi in viale Trento e Trieste. I bambini delle Colonie Padane, spaventatissimi, trovano ricovero nei portoni delle case. A Cavatigozzi crollano mulini e porticati delle case, otto feriti alla cascina Bovecco. L'auto club mette a disposizione le sue vetture per soccorrere i feriti, in ospedale se ne contano una quarantina in condizioni serie, dieci gravi. Davanti a San Luca letteralmente decolla l'edicola che esiste ancora oggi ma fortunatamente l'edicolante resta miracolosamente incolume.
Ps abbiamo deciso di elencare le vittime con nome e cognome e di dettagliare come sono morte come forma di rispetto: permettere di identificarle come persone e non come numeri, fa capire cosa è loro successo ci è pare giusto anche a distanza di tanto tempo. 
In tutto questo anche a distanza di decenni ci preme sottolineare il gesto dell'anonimo giovane che il giornale dell'epoca racconta "notare sulla porta del Tempio una bimba di 4-5 anni ferita dalle prime pietre cadute e con estremo coraggio in mezzo alla bufera che lo faceva anche cadere a terra precipitarsi a salvarla riuscendovi"

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