Storia cremonese

1933: un toro sfuggito al proprietario semina il panico per le vie di Cremona

Il 19 luglio 1933 la quiete della nostra Cremona è scossa, in mattinata, da un evento inatteso raccontato dal Corriere della Sera: un toro in fuga per le vie della città. Il toro è in fase di trasporto dal mercato bestiame alla stazione ferroviaria ma a un certo punto si libera, sfuggendo al suo accompagnatore. Il toro si mette a correre arrivando dalle parti di porta Venezia: qui un giovane contadino, Silvio Ceruti, gli si para di fronte per fermarlo. Pessima idea: travolto e colpito dal toro. Il giornale riferisce che è stato ricoverato in condizioni disperate in ospedale (non sappiamo come sia andata a finire per lui). Il toro evidentemente non abituato al traffico cittadino prende a cornate un furgoncino e una automobile e poi si va a rifugiare in una autorimessa in via Dante. A questo punto arrivano due carabinieri a cavallo. Il maresciallo Dainese cala la saracinesca lasciando appena lo spazio per infilare il suo moschetto e spara due colpi ma manca il toro colpendo invece Angelo Rossetti, meccanico 23enne, ferito a un braccio. Non una buona idea, dunque. Alla fine il maresciallo si decide ad alzare la saracinesca: il toro carica a testa bassa ma con quattro colpi di moschetto viene abbattuto.

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