Storia cremonese

1853: a Cremona tentativo di sollevazione mazziniano, gli austriaci vietano comportamenti e...berretti!

Nella notte fra il 2 e il 3 marzo 1853 Cremona vive ore febbrili: i mazziniani cremonesi provano uno dei diversi tentativi di rivolta contro il governo austriaco di quel periodo. Quella notte, una sentinella viene uccisa. Il comandante militare della piazza, l'austriaco Alth, interviene con decisione: emana un editto che impone pene severe compreso l'arresto per chi non denunzi la presenza di forestieri in città, per chi sparga "notizie menzognere o allarmiste", per chi non illumini la propria abitazione se durante la notte nei dintorni si verifica qualche fatto anomalo (permettendo così ai soldati di cercare eventuali fuggiaschi), per chi porta cappelli "alla Montagnarda", simbolo mazziniano. La tentata rivolta si spegne sul nascere, i mazziniani continueranno ad essere combattuti e arrestati ancora qualche anno prima della nascita del Regno d'Italia, ovviamente comprendente la nostra Cremona

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