Storia cremonese

Foto d'archivio: rappresenta Cremona nel 1908 (non abbiamo foto adeguate a corredare l'articolo, abbiamo scelto una foto che mostra Cremona più o meno in quel periodo storico)

Storia di Maria, vittima nella Cremona del 1910 della violenza dell'ex fidanzato

Nella storia novecentesca di Cremona sono purtroppo diverse le vicende relative a ragazze e donne vittime della violenza di fidanzati, mariti ed ex fidanzati ed ex mariti. Nella rubrica storica di oggi approfondiamo la triste vicenda di Maria Pedrini, raccontata da "La Stampa" (giornale di livello nazionale) nel numero del 3 novembre 1910. Maria aveva un fidanzato, un muratore 24enne di Grontardo, di nome Giuseppe Zanoni. Aveva deciso a un certo punto di troncare la relazione, anche per avere più tempo per accudire sua madre che era seriamente ammalata. Zanoni non aveva accettato la fine della relazione. Prima di tutto l'aveva tempestata di lettere scrivendole tutti i giorni e chiedendole di continuare la relazione, Maria inizialmente rispondeva ma poi aveva smesso di rispondergli. Lui allora aveva iniziato ad appostarsi sotto casa sua, lei però usciva sempre accompagnata dai fratelli. Una mattina uscì da sola e Zanoni la fermò e la accusò di averlo tradito e di avere un altro, Maria replicò spiegando che non era così ma soprattutto che non voleva assolutamente proseguire la storia. "Sta bene, non sarai mia ma neppure di nessun altro" fu la replica dello Zanoni che si allontanò. Aveva però architettato il piano e la mattina seguente tornò per realizzarlo. Maria uscì di casa per andare alla latteria che si trovava in fondo a via Gonzaga (oggi via XI Febbraio), Zanoni saltò fuori da un appostamento e la colpì con cinque coltellate di cui tre al bacino, una al petto e una dritta al cuore. La ragazza fu soccorsa ma il medico arrivato su segnalazione dei soccorritori non riuscì a salvarla. Intanto, i passanti che avevano assistito alla scena, dopo un momento di sbigottimento, avevano cercato di fermare Zanoni e di linciarlo. Lui iniziò a scappare inseguito dalla folla. Riuscì alla fine a entrare in un palazzo e a chiudere il portone ma furono chiamati i carabinieri che arrivarono sul posto e lo arrestarono.

Non aveva mai trovato traccia della storia di Maria nelle mie ricerche precedenti, una volta letta ho pensato che fosse giusto scrivere la sua storia: è una vicenda molto triste ma è un modo per non dimenticare la sua memoria e quello che le è accaduto.

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