Storia cremonese

Come si divertivano i cremonesi negli anni venti: la fiera di Porta Romana e il "taboga da 12 metri di altezza"

Le fiere di quartiere un tempo erano molto impegnative e serie nella nostra Cremona. Riportiamo oggi, a titolo di esempio, il programma della fiera di Porta Romana, svoltasi dall'8 al 20 settembre 1928, così come annunciato dal giornale dell'epoca, "Il regime fascista" (ovviamente siamo nel ventennio). La fiera innanzitutto dura 12 giorni, come potete vedere, e prevede baracchini con cibo e giostre di piccolo e medio taglio, come spesso accade, ma ci sono molte altre attrazioni. C'è il tiro al bersaglio, per esempio, c'è una non meglio specificata "giostra meccanica" e poi c'è, per la prima volta a Cremona, una "montagna russa a taboga alta 12 metri". C'è poi un labirinto chiamato "Il filo di Arianna", annunciato come attrazione super-divertente. Si prevede una pesca di beneficenza con come primo premio un servizio di porcellana per 12 persone, è prevista una gara ciclistica patrocinata dalla Us Cremonese (all'epoca era una polisportiva), sono previste rappresentazioni teatrali con una compagnia dei dintorni considerata di buon livello (si svolgevano presso il piazzale di San Michele), uno spettacolo di fuochi pirotecnici (sul rialzo di San Michele), una corsa a tre gambe (cioè si corre in due con una gamba legata insieme per ciascuno), una gara di ippica, concerti delle bande cittadine, una serata umoristica (oggi diremmo cabaret), una gara della "cuccagna", una corsa nei sacchi. Su tutto vigila il regime (si era in piena epoca Farinacci, per inciso ne approfittiamo per ribadire che il nostro giornale sostiene sempre la democrazia e la libertà ed è sempre contrario a ogni dittatura di qualunque colore e tipo, da Stalin a Hitler passando per tutti gli altri, di sinistra o destra che siano) che mette il suo "tocco" su tutto e presenta come "omaggio" alla popolazione "due reali personaggi etiopici che giungeranno alla fiera con un fastosissimo seguito" (la guerra d'Etiopia non c'era ancora stata, precisiamolo), sicuramente una novità per la popolazione cremonese che (nella sua quasi totalità) probabilmente non aveva mai visto uomini e donne di origine africana dal vivo.

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