Storia cremonese

I divieti per gli abiti maschili nella Cremona del 1547: no collane, monili, braccialetti, accessori, ornamenti, con multe salate per i trasgressori

Negli archivi della emeroteca braidense si può trovare un documento, pubblicato a Cremona nel 1547 e poi di nuovo nel 1573, scoperto e diffuso dal Robolotti:"Pragmatica, o vero ordini sopra il vestire et banchettare fatti per la città de Cremona". Si tratta di una ordinanza che stabiliva le norme del decoro per gli abitanti dell'epoca. Sono piuttosto restrittive. Facciamo qualche esempio. Agli uomini viene fatto divieto di portare collane, monili, braccialetti, qualsiasi accessorio d'oro, tessuto o filato, e ornamenti, salvo una medaglia o altro ornamento per il berretto o anelli al dito in oro fino a un valore massimo di 12 scudi d'oro. Divieto anche di vestiti in seta, neppure calzature in oro o argento o indorate o lavorate o intagliate, salvo le borchie che si possono indorare. Altre norme regolano il vestire delle donne e le situazioni della vita sociale. Un galateo restrittivo e che prevedeva sanzioni fino a 50 scudi (e 25 per il sarto, e tre tratti di corda).

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