Storia cremonese

1703: a Cremona arriva il "lotto d'argento", gioco d'azzardo gestito dallo stato fra polemiche etiche ed economiche (la storia si ripete!)

Il gioco del lotto è profondamente radicato nella nostra società, anche a Cremona, quasi sempre accompagnato da forti polemiche di carattere morale ed economico. A volerlo e gestirlo è poi lo stato, allettato dalla possibilità di introiti sicuri. Ebbene, non è una novità degli ultimi decenni. Già nel 1703 infatti a Cremona era presente il "lotto d'argento", che prevedeva premi in argento o gioielli. Per la serie "la storia si ripete" fu voluto dal governatore di Milano anche se la città si opponeva: Cremona veniva da decenni difficili ed era povera, il 10 dicembre 1703 ben 21 decurioni si opposero nel consiglio generale cittadino alla richiesta di istituire il gioco e inviarono una supplica al governatore di Milano. Si riteneva che introdurre il gioco avrebbe acuito la povertà, creato miseria e aumentato la criminalità (chi perde i propri beni al gioco e deve compensare le perdite può tendere a commettere reati). Nonostante la supplica, il gioco fu introdotto comunque.

FONTE Per elaborare questo articolo abbiamo usato principalmente come fonte il bell'articolo a firma Serena Lampugnani nella "Strenna" 2017 della meritevole associazione Adafa dal titolo "Il gioco del lotto a Cremona a inizi Settecento"

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