Storia cremonese

Luglio 1848: gli austriaci si riprendono Cremona

La storia del Risorgimento a Cremona è abbastanza complessa. Nel 1848 anche a Cremona gli asburgici si ritrovano in difficoltà e per un certo periodo abbandonano la città, nella quale entrano i piemontesi come nuovi padroni. Nel luglio 1848 però Cremona assiste al ritorno degli austriaci da vincitori. Usiamo come fonte il celebre “Risorgimento cremonese” di Fiorino Soldi, storico direttore de "La Provincia". Il 30 luglio 1848 l’esercito piemontese in ritirata si disloca fra Cingia de’ Botti e Acquanegra (erano eserciti numerosi, troppo per stare raccolti in un fazzoletto di terra, si dislocavano quindi lungo diversi chilometri di territorio). Si combattono scaramucce a Cingia, Gazzo e Gadesco. La gente, terrorizzata cerca scampo verso il Po (considerato luogo più sicuro e più lontano dai combattimenti), mentre inizia un forte temporale estivo. Radetzky (proprio quello) guida il suo esercito dal quartier generale che ha stabilito Vescovato. L’esercito piemontese in difficoltà e si ritrova a corto di viveri, senza più l’appoggio della popolazione terrorizzata (in precedenza i cremonesi avevano provato ad aiutare i piemontesi), alla fine sia pure a malincuore si ritira. Alle 17 Carlo Alberto si ferma in cattedrale per un momento di raccoglimento per poi ritirarsi definitivamente. Chi si era compromesso troppo con i piemontesi, scappa temendo la vendetta austriaca (che era effettivamente temibile). Unico residuo della presenza piemontese, alla sera di quel 30 luglio, è il tricolore che sventola ancora (per poco) sul Torrazzo, dove era stato issato nelle ore della sconfitta austriaca.

PS Crediamo faccia una certa impressione leggere nomi di personaggi storici, che si studiano a scuola, collocati nei luoghi a noi cari della nostra Cremona

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