Cremona Magazine.
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Nel marzo del 1900 la Provincia di Cremona pubblica una serie di articoli dedicati alle signorine e ispirati alle regole di condotta insegnate da Matilde Serao, giornalista dell'epoca molto famosa e scrittrice (collaborava con giornali nazionali). Ecco cosa suggeriva il codice di Matilde alle neo diciottenni (un vero spaccato di storia che ci mostra quali erano le attesa della buona società dell'epoca nei confronti di una giovane donna di buona famiglia: tanti obblighi e regole di comportamento, siamo lontani dagli standard di libertà attuali):

"La signorina a questa età è presentata in società, può partecipare a feste di battesimo, matrimonio, balli ufficiali e balli di corte, ma è bene per la sua serietà non andare in giro ogni sera. Dai 18 anni in poi la signorina deve badare moltissimo al suo contegno, in pubblico: contegno riservato ma grazioso, contegno gentile ma non famigliare, conversazione vivace ma non eccessiva, allegria moderata ma non musoneria, serietà e non posa di tristezza. Con gli uomini molta grazia ma non civetteria, finezza ma non disputa di spirito, molto garbo con una leggera tinta di freddezza. Una signorina a 18 anni non chiama per nome come uomini che i suoi fratelli e un poco i suoi cugini se è stata assieme a loro nell'infanzia, tutti gli altri per cognome e dando del lei. Non balla mai troppo con lo stesso cavaliere e deve avere l'arte di farlo come si deve se vuole rifiutarne qualcuno, non si deve allontanare nelle altre sale, al buffet, sulle terrazze, fuori dagli occhi di chi l'accompagna. Non deve preferire sempre lo stesso cavaliere nel carillon. Al ballo la sua tenuta sarà giovanile, leggera, con un decolleté non esagerato anzi modesto, lunghi guanti bianchi, mantello di lana bianca con ricami e un po' di pelliccia, magari di mongolia bianca. Al teatro sempre prendere posto nel mezzo se è con due signore, adoperare pochissimo l'occhialino per fissare i palchi e mai le poltrone, ascoltare la musica attentamente e non chiacchierare, non far rumore, non voltarsi indietro, non cambiare posto, non disinteressarsi del ballo. In salone ricevendo visite aiuta costantemente la madre e fa gli onori, fa sedere le signore e conversa con quelle che sono sole, offre dolci e thè, se fa visita con la madre fa la parte muta salvo se incontra altre signorine. In società se sa cantare suonare e recitare bene, ma benissimo, si può produrre, se no fa ridere. A 18 anni riesce di più con educazione che con qualunque artificio, più con la semplicità gentile che con l'alterigia. Riuscire nel mondo che significa per una signorina? Maritarsi, maritarsi in nome di DIo!"

Decisamente altri tempi...