Il Corriere della Sera del 24 dicembre 1884 dedica un articolo al racconto delle tradizioni natalizie tipiche cremonesi. L'articolo è per noi prezioso perché elenca minuziosamente i piatti che tradizionalmente i cremonesi di quegli anni consumavano nelle feste natalizie. Eccoli qua (non prima di aver ricordato la nota sulle tavole che devono essere "lussuose ed eleganti"). Prima di tutto il cenone della vigilia:
piattini con mostarda, torrone, ostriche, frutta, gianchette (pesciolini di mare bianco argento conditi con olio, pepe e limone)
minestra di riso cotto nel brodo di pesce e lumache guarnita con lumache tagliate a pezzi
pesce in bianco (trota, branzino, carpio)
lumache in salsa d'umido
cefoni (o seoli, scritto fra parentesi: qui il vostro redattore non sa dire di cosa si tratti)
orade alla graticola
panna doppia liscia
mascherponi
In campagna al posto del riso si usa minestra con tortellini ripieni di zucca conditi con burro e formaggio
A Natale per pranzo:
Minestra di marobini in brodo
Fritto misto
Manzo (e a volte cappone) lesso
Cotichino (scritto così) tipico e dindo (dovrebbe essere il tacchino) arrosto
Come variante qualcuno usa il risotto con tartufi oppure il dindo lesso oppure la gallina faraona
Come particolarmente tradizionali sono indicati marobini, cotichino e dindo.
Naturalmente non devono mancare mostarda e torrone ma anche il panettone milanese.
Curiosità: niente regali di Natale, a Cremona a differenza di altri luoghi per tradizione si facevano a Santa Lucia, scrive il Corriere.