Cremona Magazine.
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IMMAGINE REALIZZATA UTILIZZANDO INTELLIGENZA ARTIFICIALE A SCOPO ILLUSTRATIVO

Il nostro grande fiume Po è un padre che sa essere amichevole e che ha portato risorse e benessere alla nostra Terra, ma sa anche essere infido e va sempre trattato con rispetto e prudenza. Nel corso del tempo non tutti lo hanno fatto e ci sono stati sfortunati (tanti) che hanno pagato a caro prezzo i propri azzardi.

Nel luglio 1918 Cremona è scossa da una grande tragedia. Domenica 28 è una bella giornata di sole e tanti affollano le rive del Po, ci sono stabilimenti (il più importante è lo stabilimento Bernardi) che gestiscono i bagni, orbitanti intorno all'isolotto che si trovava fra le due sponde. Le autorità avevano però prudentemente imposto di segnalare le zone rischiose per il bagno, consapevoli che col fiume Po non si scherza: erano quindi stati piantati pali e corde (strutture dette "paline") per delimitare i punti oltre i quali non avventurarsi per i bagnanti.

Quel giorno tre sorelle, le sorelle Pianta, residenti al Baraccone Digiuni numero civico 69, hanno deciso di fare il bagno per trovare sollievo dal caldo. Luigina di anni 26, Barbara di anni 18 e Giuseppina di anni 16, si godono il bagno insieme ad Adele Nicoli, loro cognata. Improvvisamente, non si sa bene perché, la tragedia: le ragazze si avventurano oltre i limiti prefissati, una imprudenza pagata a caro prezzo. 

In un attimo le correnti iniziano a trascinar via le sorelle: prima Luigina, Barbara prova a soccorrerla e anche lei finisce travolta, poi le altre due ma Adele Nicoli con un grande sforzo fisico riesce a recuperare una posizione sicura, non così fortunata Giuseppina.

Tre sorelle giovani morte tutte e insieme: Cremona è sconvolta, ma i tentativi immediati di recupero effettuati dalle barche di Comune, stabilimento Bernardi e canottieri Baldesio saranno vani. Una tragedia che riemerge dagli articoli di giornale d'epoca (La Provincia) e che è rimasta sepolta nella memoria della città.