Voglia di Arte

Magritte e la difficoltà di amare...

“Gli amanti” (olio su tela, 1928), opera di René Magritte, rappresenta uno dei baci più famosi di ogni tempo, almeno nella storia dell’arte.

Forse ha suscitato tanto interesse perché raramente un’opera ha espresso meglio un tratto distintivo del rapporto fra gli esseri umani sin dalla notte dei tempi: la difficoltà di comunicare in modo davvero intimo e profondo.

La corrente artistica di Magritte, il surrealismo, metteva al centro l’esplorazione dell’inconscio, dell’onirico e del non detto, inserito nel mondo reale, nella sua rappresentazione. Gli amanti di Magritte si baciano, c’è una tensione emotiva, uno sforzo per congiungersi. I loro vestiti, lo sfondo classicheggiante ma freddo, non comunicano però calore. Il cappuccio che copre i volti degli amanti poi sottolinea in modo geniale la difficoltà di andare oltre la corporeità: i corpi si cercano ma è difficile, molto difficile mettere in contatto le anime, ciò che di più profondo esiste in ciascuno di noi. E’ una sfida difficile, che spesso si perde....

L’opera è attuale in ogni tempo ma mai forse come nella nostra epoca. Mai prima d’ora l’uomo ha avuto a disposizione tanti mezzi per comunicare, in tutti i modi. Mai prima d’ora è diventato tanto complesso amare: le persone faticano terribilmente ad aprirsi realmente, ad andare oltre la patina dell’immagine, di quello che ci sentiamo di mostrare agli altri. Mostrarsi veramente è difficile e doloroso in quanto rischioso: ci vuole forza, ci vuole coraggio...

Magritte fu influenzato da una terribile esperienza: ancora adolescente dovette vivere il suicidio della madre ritrovata in un fiume con la camicia da notte tirata a coprirgli il volto. Quell’esperienza, quel dolore, quella difficoltà di capire cosa potesse essere scattato nell’animo della madre sono rappresentate in un’opera che mostra due aspetti ineludibili degli esseri umani: la voglia di amare, la difficoltà di amare e di sentirsi nudi di fronte agli altri.

Tutto ciò Magritte lo fa con un uso sapiente dei colori, dei contrasti fra lo sfondo lineare e la sinuosità dei panni che avvolgono i volti...

Sul tema pensiamo sia utile anche riportare quanto scrisse Luigi Pirandello ne “il fu Mattia Pascal”:

“Le anime hanno un loro particolar modo d'intendersi, d'entrare in intimità, fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle parole comuni, nella schiavitù delle esigenze sociali. Han bisogni lor proprii e le loro proprie aspirazioni le anime, di cui il corpo non si dà per inteso, quando veda l'impossibilità di soddisfarli e di tradurle in atto. E ogni qualvolta due che comunichino fra loro così, con le anime soltanto, si trovano soli in qualche luogo, provano un turbamento angoscioso e quasi una repulsione violenta d'ogni minimo contatto materiale, una sofferenza che li allontana, e che cessa subito, non appena un terzo intervenga. Allora, passata l'angoscia, le due anime sollevate si ricercano e tornano a sorridersi da lontano...”

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