Voglia di Arte

Cogli l'attimo: Henri Cartier Bresson e "Dietro la Gare Saint Lazare"

Osservate questa foto. Ritrae un momento di vita quotidiana, quasi banale. Un uomo cammina in mezzo a una pozzanghera, sullo sfondo un cimitero. Non c’è nulla, nel gesto e nella situazione, che sia particolarmente memorabile.

Eppure, questa foto ci colpisce.

Osserviamo l’uomo che cammina nella pozzanghera. E’ partito da una scala collocata in mezzo alla pozzanghera e sembra che abbia spiccato un salto, lo vediamo nel momento in cui è in volo, prima di atterrare. Sembra di fretta, ma non sappiamo da dove viene e dove sta andando. E’ movimento allo stato puro, un’ombra che si sposta. Sullo sfondo, a sinistra, dei manifesti sulla parete: si può vedere una figura che salta, una sorta di seconda ombra, questa volta nella direzione opposta. Il gioco dell’uomo in primo piano e del manifesto sullo sfondo crea un filo conduttore, un gioco di richiami, una tensione emotiva. Al centro un uomo osserva da dietro le sbarre il cimitero. Staticità, in contrasto col movimento in primo piano. Sullo sfondo infine una serie di tetti, con un orologio incastonato in una torre.

In una solo foto di un gesto qualsiasi, abbiamo la rappresentazione, accennata e non approfondita, suggerita più che esposta, di una serie di concetti che vanno direttamente a colpire il nostro inconscio: il movimento dell’uomo, che è sempre spinto a cercare qualcosa (un qualcosa che resta misterioso), la natura che lo circonda immobile ma impattante su di noi, il tempo che regola le nostre vite (l’orologio), il senso di finitezza della vita (cimitero) che spinge il nostro movimento a essere più ansioso e sfuggente, il modello proposto dalla società (il manifesto) che riproduce i nostri comportamenti (o forse ce li impone) riducendoli a schemi (la figura che salta nella direzione opposta nel manifesto, creando anche tensione emotiva).

Tutto ciò ha un equilibrio, sono forze che trovano una composizione, come in un dipinto surrealista (ma questa è una fotografia).

Cartier Bresson ha raccontato di aver scattato questa foto praticamente in modo casuale, senza neanche vedere bene il soggetto. “Ma come, quindi tutto ciò che “leggiamo” nella foto è frutto della nostra immaginazione?”

Cartier Bresson sosteneva l’importanza del “cogliere l’attimo”, cioè eternare quel momento decisivo in cui ciò che avviene e ciò che sentiamo si allineano permettendo di dare un senso a una scena. 

E’ una concezione artistica, l’arte nel momento stesso in cui si realizza si stacca dal suo autore: l’artista “sente” che quella cosa “va fatta così”, che è il momento giusto e la combinazione giusta.

Chi guarda, in base al suo sentire e alla sua esperienza di vita, ne viene influenzato, riempie l’opera di significati, che a volte l’artista stesso ha intuito senza approfondirli. Come un libro, un’opera d’arte ci parla e continua a farlo nel tempo e quello che ci dice varia perché variamo noi...

“Dietro la Gare Saint Lazare”

Henri Cartier Bresson, 1932

Voglia di... è un iniziativa editoriale di
Alexandro Deblis Everet Editore
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