Eleganti, raffinate, sublimi. Le uova Fabergé sono diventate un sinonimo di bellezza conosciuto nel mondo. La storia della famiglia che le ha inventate è affascinante: i Fabergé erano originari della Francia, una famiglia di ugonotti scappati durante le guerre di religione, divenuti orafi e con una nuova identità russa, risiedendo nella regione del Baltico.
Peter Carl Fabergé, in particolare, ha creato opere d'arte, perché tali sono, divenute oggetto di meraviglia e ammirazione globale. I Romanov, la dinastia degli zar, erano i destinatari di questi capolavori: i Romanov infatti acquistarono per molti anni le uova degli orafi Fabergé, una produzione tecnicamente complessa e con materiali preziosi, dono pasquale che riecheggia la tradizione di regalarsi uova dipinte nel mondo ortodosso in occasione della Pasqua. Ognuna di loro aveva una propria identità e specificità, una distinzione.
Simbolo di rinascita e resurrezione, l’uovo Fabergé oltre a essere prezioso è straordinario sul piano artistico, frutto di una abilità tecnica altissima. L'uovo del palazzo di Gatcina, così conosciuto, fu regalato da Nicola II alla madre Maria Fedorovna nel 1901. L’uovo è realizzato in oro smaltato con decorazioni a tema rose e foglie verdi, annodato con fiocchi di nastri rossi. L'uovo è suddiviso in pannelli da file di preziose perline e due diamanti alle estremità completano la struttura, l’interno è in velluto e contiene la sorpresa tipica di queste uova
Si tratta della ricostruzione della residenza di Gatcina che apparteneva a Maria Fedorovna, un lavoro accurato e certosino. La riproduzione del palazzo è rimovibile, realizzata in oro e raggiungendo un livello di dettaglio stupefacente. Uno sfoggio di potere per lo zar, per l’arte era e rimane un capolavoro di abilità tecnica, preziosità dei materiali e gusto raffinato.