Andrew Wyeth è un pittore statunitense che amava ritrarre l’America rurale. Questo è un suo dipinto, “Il mondo di Cristina”: un dipinto molto speciale.
Sotto un cielo azzurrino/grigio, un campo si stende a perdita d’occhio. Una porzione è rigogliosa, descritta con minuzia nella rappresentazione dei dettagli. Un’altra porzione è stata “tosata”, tanto che vediamo anche i segni del passaggio di autoveicoli. Sullo sfondo un paio di case, grigie e se vogliamo un po’ tetre.
Prevalgono toni scuri, a fare da contrasto col rosa del vestito della ragazza in primo piano. La vediamo adagiata nel prato, capelli neri come la pece, abito rosa pallido, scarpette grigie. Il corpo è adagiato, si appoggia sulle braccia, esili e in una posizione anche innaturale. Le gambe sembrano trascinate. Non la vediamo in volto e cresce la curiosità: chi è? Cosa ci fa in quel luogo? Cosa sta guardando?
Lei è Anna Christine Olson. Una vicina di casa di Andrew che soffriva di una malattia cronica e degenerativa che colpiva soprattutto gli arti inferiori.
Andrew l’ha ritratta dopo averla vista strisciare nei campi (a causa della sua condizione usava questo sistema per muoversi), aiutandosi con la giovane moglie Betsy, che ha fatto da modella per ritrarre il torso, su cui ha applicato poi gli arti di Christina.
Questo è il mondo di Cristina: un mondo limitato dai problemi fisici ma che si apre verso l’infinito davanti ai suoi occhi, occhi che desiderano. Christina non rinuncia ad esplorare, a vivere: lo deve fare strisciando, ma lo fa, con fatica ma determinazione.
Lei si trova in una zona dove l’erba è alta, non nella zona tosata e ordinata del prato intorno alle case: la sua vita è più complicata, non così ordinata come quella della fattoria. Eppure è pronta ad avventurarsi in quello spazio per colmare la distanza: da sola, con le sue sole forze (è l’unica figura del dipinto).
Andrew Wyeth disse:”do justice to her extraordinary conquest of a life which most people would consider hopeless. If in some small way I have been able in paint to make the viewer sense that her world may be limited physically but by no means spiritually, then I have achieved what I set out to do”
“Volevo fare giustizia della sua straordinaria conquista della vita, una vita che molti avrebbero considerato senza speranza. In qualche modo ho dipinto per cercare di far percepire a chi guarda che il suo mondo era limitato fisicamente ma non spiritualmente”