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Canaletto dipinge “Piazza San Marco verso la basilica”. Canaletto appartiene alla corrente del vedutismo veneziano, ne è il campione più rappresentativo, il migliore fra tutti. Dipinge la sua città, la sua bellezza e la sua magia, con realismo ma anche con la capacità di rendere vive le sue opere, di farti percepire il palpito della vita della città e dei suoi abitanti.

Qui vediamo piazza San Marco: palazzo ducale, il campanile, le procuratie...È una piazza maestosa, regale, eterna, una piazza che tutti conosciamo ancora oggi. Eppure è contemporaneamente una piazza viva, colta in un attimo preciso, collocata in un momento storico, senza tempo e con una precisa collocazione nello stesso momento. 

Sullo sfondo di un cielo azzurro ci sono i segnali dell’arrivo di un temporale, nella piazza ci sono i segni dell’attività dei commercianti e ci sono i veneziani, rappresentati come “macchiette”, figure minuscole eppure delineate sia pure sinteticamente in modo da avere la propria individualità. È una piazza che brulica di attività, abitata dal suo popolo, ma i monumenti appaiono ancora più maestosi e slanciati nel confronto con le botteghe e i popolani.

La luce modula il dipinto, l’ombra delle nuvole e del maltempo in arrivo si riflette nell’ombra potente che avvolge i palazzi sul lato destro della piazza, nel mezzo la luce illumina il lato sinistro e palazzo ducale, creando una tensione dinamica che vivifica il dipinto. Verrebbe voglia di entrare in questa piazza, fermarsi a parlare coi popolani, ammirare il palazzo ducale e gli altri monumenti, essere un veneziano fra i veneziani.

Una bellezza calata nella vita di tutti i giorni di una città potente: Canaletto ci regala un pezzettino di Venezia...