Voglia di Cinema

La censura a Hollywood: il "Production code" (codice Hays)

Nei primi decenni del secolo ventesimo l’industria di Hollywood si era affermata con successo. Il mondo del cinema impazzava fra le folle portando a produttori e attori denaro, celebrità e una vita scintillante. In quegli anni però si verificarono anche diversi scandali. La vita delle star era spesso sopra le righe, alcool e droga circolavano abbondantemente in un’epoca puritana, la criminalità organizzata cercava di infiltrarsi e ci furono episodi criminali con famose star coinvolte in omicidi. Gli eventi scossero l’opinione pubblica e l’industria di Hollywood decise di regolamentari per impedire gli scandali. Il capo della potente associazione dei produttori cinematografici era William Harrison Hays. Era un uomo davvero potente: nel 1920 era stato a capo del gabinetto elettorale del presidente americano William Harding durante le elezioni.

Hays redasse un codice nel 1930, divenuto cogente nel 1934, chiamato "Production code" ma divenuto famoso col nome gergale di "Codice Hays". Prevedeva una serie di regole da rispettare pena la censura, con la minaccia di impedire l’uscita degli spettacoli nei cinema e nei teatri. Il codice avrà una pesante influenza anche se, fin dal via, non mancarono ribellioni e scappatoie escogitate dai registi per non rispettare le regole, a volte con successo. Col passare dei decenni perderà anche forza ma sarà abolito solo nel 1968.

Il codice ad ogni modo prevedeva standard di vita moralmente rispettabili per le star (per fare un esempio Clark Gable fu costretto a sposarsi per regolarizzare il rapporto con una donna, pena il licenziamento). Il codice dava anche indicazioni tecniche su durata ideale e modo ideale di comporre la storia di un film. Fissava poi regole e proibizioni. Vi elenchiamo un campionario delle principali regole e proibizioni e vi proponiamo dei film moderni immaginando l’applicazione delle regole (quindi la censura) per far capire in che modo limitavano la creatività artistica:

Le azioni immorali o criminali dovevano essere messe in cattiva luce e l’autore punito sullo schermo, una sorta di Karma

Applicate al finale del Silenzio degli Innocenti

Gli standard di vita proposti dovevano essere moralmente accettabili, salvo qualche concessione per i drammi

Applicate a Donnie Darko o al Grande Lebowski

La legge umana e divina non doveva essere messa in discussione o in cattiva luce

Applicate a The Blues Brothers o a Mission

La bandiera americana andava sempre trattata con rispetto

Applicate a Nato il 4 luglio

Vietati nudi, danze sensuali e simili

Applicate alle scene dell’Arancia Meccanica per esempio

Vietato il consumo di droga sul video e la rappresentazione di azioni criminali

Pensate a Quei bravi ragazzi

Vietati i rapporti interrazziali

Pensate a Indovina chi viene a cena

Vietato il linguaggio colorito

Pensate a Full Metal Jacket

Vietata l’esibizione della omosessualità

Pensate a Philadelphia

Esistevano sistemi per sfuggire alla censura, come detto, ma era presente e potente e per decenni ha influenzato Hollywood.

Voglia di... è un iniziativa editoriale di
Alexandro Deblis Everet Editore
Via Solferino, 4 - Cremona
Direttore Responsabile: Fabio Tumminello
Registrazione al Tribunale di Cremona
n°616/2019 del 26 marzo 2019
Provider: Serverplan
Partita IVA: 01653460194