Voglia di Cinema

Il concetto di amore in "Interstellar": oltre...

ATTENZIONE! SPOILER!

(film ormai vecchio ma se non lo avete visto fermatevi qui!)

“Interstellar” è un film molto complesso, ricco di spunti, intelligente, intrigante anche se imperfetto, un film molto “Nolaniano” se vogliamo.

Ci sono tantissimi argomenti affrontati dal film e molti punti di vista che potremmo analizzare. Qui però voglio occuparmi dell’amore, l’amore così come viene concepito in Interstellar, l'amore come concetto.

Ovviamente, parlo del rapporto di amore padre-figlia fra i personaggi di Cooper e Murph.

Per parlarne, partiamo però dal dialogo fra il personaggio di Anne Hathaway, Amelia, e Cooper:

Amelia Brand

“L'amore non è una cosa che abbiamo inventato noi. È misurabile, è potente. Deve voler dire qualcosa”

Cooper

“L'amore ha un significato, sì. Utilità sociale, solidarietà, allevare bambini...”

Amelia Brand

“Amiamo persone che sono morte. Qui non c'è un'utilità sociale”

Cooper

“Non c'è”

Amelia Brand

“Forse vuol dire qualcosa di più, qualcosa che non possiamo ancora afferrare. Magari è una testimonianza, un... un artefatto di un'altra dimensione che non possiamo percepire consciamente. Io sono dall'altra parte dell'universo attratta da qualcuno che non vedo da un decennio, una persona che forse è morta. L'amore è l'unica cosa che riusciamo a percepire che trascenda dalle dimensioni di tempo e spazio. Forse di questo dovremmo fidarci, anche se non riusciamo a capirlo ancora. Va bene, Cooper. Sì, anche la minima possibilità di rivedere Wolf mi entusiasma. Non vuol dire che abbia perso il controllo”

Cooper

“Onestamente Amelia, può darsi”

L’amore è l’unica cosa che va oltre le dimensioni di tempo e spazio, qualcosa che non possiamo afferrare...

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Per tutto il film, Cooper e sua figlia sono uniti da un legame intenso. E’ un amore forte, talmente forte da condizionarne le vite, talmente forte da superare i limiti della materia e permettere ai due di comunicare a distanza siderale, talmente forte da giustificare ogni sacrificio, talmente forte da salvare un pianeta che gli scienziati davano per spacciato. E’ più forte di tutto, anche della scienza. Nel suo nome si fa di tutto, perfino Murph adulta continua a credere nell’amore al punto di dire “sapevo che saresti tornato perché me lo aveva promesso mio papa”.

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E’ una forza potente, creatrice, propulsiva, una vera e propria componente dell’universo. Anzi ne è una dimensione, magari “un artefatto proveniente da un’altra dimensione”, un qualcosa di intangibile ma che può prendere una forma fisica come l’orologio, nesso tra padre e figlia, strumento delle loro comunicazioni ma anche simbolo del loro rapporto.

Tutti noi lo sperimentiamo: pensate quanti sacrifici, quante scelte illogiche, quanti salti nel buio avete fatto per amore...

Eppure...eppure non riusciamo ad afferrarlo perché ha logiche che non siamo in grado di capire, che vanno oltre i nostri limiti. Cooper per esempio adora Murph eppure l’abbandona per inseguire una speranza quasi illogica, nel momento in cui lei avrebbe più bisogno di lui. Eppure, è quella scelta che dà un senso e un futuro alla vita di entrambi e di tutto il genere umano.

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Molto spesso l’amore è incomunicabile, non si riesce ad esprimere, devi andare dall’altra parte della galassia per “toccarlo” e farlo capire a chi ami. L’amore in Interstellar è oltre ogni comprensione e logica. Da millenni l’uomo ne fa l’oggetto principale delle sue discussioni e dei suoi pensieri, eppure non lo abbiamo ancora capito fino in fondo, va oltre i nostri limiti e le nostre capacità. Non riusciamo ad afferrarlo, come dice Anne, ma solo a sentirlo e a seguirlo. L’amore è oltre ogni cosa, l’amore è oltre come dice lei...

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