Voglia di Letteratura

Un padre e un figlio giocano, nasce un romanzo immortale

Quante volte avete giocato con i vostri figli o con magari un nipotino, il figlio di un amico. Quante volte vi siete prestati a fantasticare con lui su nuovi mondi, su avventure mirabolanti, su eroi della fantasia. 

"L'isola del tesoro" è uno dei romanzi più famosi della storia, un romanzo dal successo strepitoso, amatissimo dai ragazzi: proprio da un ragazzo ha avuto la sua origine, da un gioco fra un adulto e un adolescente.

Robert Louis Stevenson, l'autore, aveva sposato infatti Fanny, una donna più anziana di lui che aveva già avuto un figlio da un rapporto precedente, un ragazzo di nome Lloyd.

Robert, da buon padre acquisito, si occupava di Lloyd. Durante un periodo di permanenza in Scozia Robert stava giocando col ragazzo quando questi iniziò a colorare una mappa dipinta con l'acquerello. I due iniziarono a giocare insieme, Lloyd scrisse sul foglio "isola del tesoro" e disse che sarebbe stato bello avere una storia da raccontare su quest'isola, una storia di avventure. Robert si mise al lavoro e insieme al figliastro (che diede suggerimenti esprimendo preferenze: per esempio non voleva personaggi femminili, che evidentemente lo annoiavano) diede origine al nucleo iniziale del romanzo. Un gioco talmente ben riuscito da influire sulla carriera di Robert, riuscendo a far scoccare la scintilla della creatività nello scrittore.

Un gioco da ragazzi trasformato in un pezzo di storia della letteratura: a volte un evento innocuo come un gioco può essere foriero di conseguenze importantissime.

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