Voglia di Letteratura

La magia della famiglia Tolkien: le lettere di Babbo Natale inviate dallo scrittore ai suoi figli

La figura di Tolkien è oggi nota più o meno a tutti: il creatore del magico mondo de Il signore degli anelli, chi non lo conosce o almeno non lo ha sentito nominare? Esiste però un lato di Tolkien, coerente con la sua vocazione per il fantastico e la magia, meno conosciuto al grande pubblico. Esiste infatti un Tolkien intimo, tenero e delicato, capace di creare un mondo di magia questa volta non per tutti ma solo per la sua famiglia.

Tolkien infatti era anche un padre e avrà ben 4 figli nel corso della sua vita: John, Michael, Christopher e Priscilla. A partire dal 1920, per oltre 20 anni, i ragazzi riceveranno una lettera ogni Natale, puntualissima ogni volta. Tolkien infatti decise di impegnarsi a tenere vive le comunicazioni con...Babbo Natale! Le lettere erano scritte a mano, con francobolli dipinti delle poste polari e con illustrazioni che mostravano le peripezie che doveva affrontare Babbo Natale per compiere il suo dovere. Un modo di ricreare la magia, di dialogare con i propri figli mantenendo la dimensione del sogno. Un regalo grandissimo, migliore di qualsiasi giocattolo. 

Ecco un esempio:

Miei cari ragazzi,

Quest’anno sono terribilmente impegnato, se ci penso le mie mani tremano anche di più. Mi sono successe cose tremende, alcuni regali si sono rovinati, l’Orso del Polo Nord non era qui ad aiutarmi e ho dovuto traslocare da casa proprio prima di Natale, così potete capire in che stato mi trovi: per questo ho un nuovo indirizzo e per questo posso scrivere solo una lettera per entrambi. È iniziato tutto così: un giorno molto ventoso dello scorso novembre il mio cappuccio volò via e si infilò sulla cima del Polo Nord. Gli avevo detto di lasciar perdere ma l’Orso del Polo Nord, ODPN, si è arrampicato in cima per prenderlo e in effetti l’ha preso. Ma il Polo si è rotto a metà ed è caduto sul tetto della mia casa e poi l’ODPN è caduto nel buco ed è finito nella sala da pranzo col mio berretto sul naso, e tutta la neve sul tetto è caduta dentro casa, si è sciolta, ha spento il fuoco ed è finita giù in cantina, dove tenevo tutti i regali di Natale di quest’anno; intanto l’ODPN si è rotto una zampa. Ora sta di nuovo bene, ma mi sono arrabbiato così tanto che ha detto che non mi aiuterà mai più. Penso di aver ferito il suo orgoglio, e che quello non guarirà prima del prossimo Natale. Vi ho mandato una foto dell’incidente e della mia nuova casa sul PN. Se John non riesce a leggere la mia scrittura tremolante (ho 1925 anni) può chiedere a suo padre di farlo. Quand’è che anche Michael imparerà a scrivere e mi manderà le sue letterine?

Con affetto a tutti e due e anche a Christopher, che ha un nome simile al mio, Father Christmas.

È tutto, a presto

Babbo Natale

A proposito,

BUON NATALE!

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